coronavirus

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In questa situazione di grande emergenza sociale e di instabilità per tutti i settori produttivi, l'ambito culturale è particolarmente colpito dalla crisi. Gli appelli degli artisti, degli operatori e degli Assessori delle grandi città tendono a sottolineare che per non distruggere un tratto distintivo dell'Italia e una risorsa fondamentale del Paese occorra dichiarare lo "stato di crisi per l'intero settore culturale". All'appello si uniscono a gran voce le Compagnie di teatro e di danza della Regione Toscana, colonne portanti del sistema teatrale e vettori dell'identità artistica stessa della nostra regione nell'Italia e nel mondo.  Con la loro voce intendono riaffermare il loro ruolo, indispensabile alla diffusione della cultura e dello spettacolo dal vivo.

Monsignor Andrea Migliavacca, delegato della Conferenza Episcopale Toscana per la pastorale della salute e Vescovo di San Miniato, ha benedetto questa mattina le due ambulanze che la Federazione regionale delle Misericordie della Toscana ha allestito  con i dispositivi e le strumentazioni necessari per intervenire sui pazienti affetti da Covid-19, grazie alla donazione effettuata dalla CET.

Il Teatro Comunale Antella, attingendo al suo prezioso archivio video, continua le dirette sulla sua pagina Facebook con due nuovi appuntamenti: i reading di Sandro Lombardi e David Riondino in “Un Paese da Nobel”, il progetto a cura di Riccardo Massai, con collage, testi e selezione video di Valentina Grazzini,prodotto da Archètipo, per raccontare scoperte e vite straordinarie. Dopo la proiezione, che non sarà visibile in streaming successivo, gli stessi attori saranno in collegamento per commentare e rispondere alle domande del pubblico.

Betlemme è zona rossa: chiusa la basilica della Natività, proseguono le attività caritative dei francescani. «Qui non c’è nessun tipo di welfare,
e le persone più vulnerabili sono in grossa difficoltà». A Gerusalemme ci saranno le liturgie della Settimana Santa nel Santo Sepolcro, ma con la partecipazione limitata a poche persone: «Pregheremo per la fine della pandemia, nel luogo in cui Cristo ha vinto la morte»

Si chiama “Un pensiero per Arezzo” e nasce da tutti coloro che Arezzo la portano nel cuore anche nei luoghi lacerati dal conflitto. Un gesto semplice e spontaneo nato dalla volontà degli ex studenti di Rondine che da trenta diversi Paesi del mondo assistono attraverso i media internazionali alle drammatiche vicende che sta affrontando l’Italia.