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Sono 1.153, più di ieri, i nuovi casi Covid-19 registrati nelle ultime ventiquattro ore in Toscana. In ospedale sono ricoverati in 1.992 (in lieve calo, sette persone in meno rispetto a ieri, meno 0,4 per cento), di cui però 285 in terapia intensiva (dieci in più, aumentate del 3,6 per cento). Venti i decessi morti segnalati oggi: 13 uomini e 7 donne, con un'età media di 80,8 anni

“La Regione Toscana deve dare un forte impulso alla vaccinazione dei più anziani e dei più fragili, perché la vaccinazione è la condizione imprescindibile per uscire dalla pandemia ed è l’unica condizione per la tenuta sanitaria e sociale.” A dirlo è il segretario regionale della Fnp, il sindacato pensionati della Cisl, Stefano Nuti.

“Le manifestazioni violente di questi giorni mostrano una crisi del tessuto sociale che merita attenzione e impone una riflessione ampia. La violenza non è mai una risposta adeguata alle difficoltà. È invece un errore che ingigantisce i problemi anziché risolverli”. Lo dichiara mons. Stefano Russo, segretario generale della Conferenza episcopale italiana

Sono 140 i pazienti ricoverati nelle aree Covid all’Azienda ospedaliero-universitaria Senese, dei quali 20 in terapia intensiva, con 7 ingressi e 7 dimissioni rispetto alle ultime 24 ore. I numeri raggiunti nella data del 6 aprile sono stati record per il policlinico Santa Maria alle Scotte, mai verificatisi dal primo ricovero per Covid risalente al febbraio 2020. 

“La situazione è drammatica”. Non usa mezzi termini Roberto Calugi, direttore generale della Fipe (Federazione italiana pubblici esercizi), nel commentare il momento che stanno attraversando bar, ristoranti e in generale i locali aperti al pubblico. Un settore che dopo un anno risulta tra i più provati dalle chiusure e restrizioni date dall’epidemia di Covid-19. 

La maggior parte dei casi rari di trombosi in chi è stato vaccinato con Vaxzevria, denominazione data nei giorni scorsi al siero di AstraZeneca, “si è verificata in donne di età inferiore ai 60 anni e dopo due settimane dalla vaccinazione”, ma “sulla base delle evidenze attuali non si possono confermare specifici fattori di rischio”.