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“Tra le ferite che ci infligge il virus che dilaga tra noi non c’è solo la perdita di tante persone a cui vogliamo bene, soprattutto dei nostri cari anziani ma anche la sofferenza di non poterli salutare nel modo che spetterebbe alla loro storia”: lo ha detto l’arcivescovo di Firenze, card. Giuseppe Betori, celebrando nella parrocchia del Corpus Domini al Bandino i funerali di don Antonino Spanò, parroco di San Bartolomeo nella Badia a Ripoli. 

In Toscana sono 92.776 i casi di positività al Coronavirus, 1.892 in più rispetto a ieri (1.200 identificati in corso di tracciamento e 692 da attività di screening). I nuovi casi sono il 2,1% in più rispetto al totale del giorno precedente.  I ricoverati sono 2.094 (7 in più rispetto a ieri), di cui 296 in terapia intensiva (1 in più). 

La chiusura di garden, ambulanti e negozi al dettaglio di fiori e piante mette a rischio in Toscana i circa 8 milioni di alberi di Natale veri e di Stelle di Natale che ogni anno trovano spazio nelle case in occasione delle feste, secondo una tradizione consolidata. E’ l’allarme lanciato dalla Coldiretti Toscana dopo che è scattato lo stop alle attività di vendita di piante, "a causa di una errata interpretazione del Dpcm del 3 novembre scorso, che al contrario ne garantisce la prosecuzione poiché sono considerate come completamento e sbocco della filiera agricola".

Sono circa 8.000 i bambini e adolescenti toscani che sono risultati positivi al Coronavirus da inizio pandemia a oggi, senza che, per fortuna, vi siano stati decessi. Ma se il virus ha toccato sin qui l’1,5% circa degli under 18 toscani, i disagi per le misure di distanziamento hanno riguardato la totalità dei circa 550.000 bambini e adolescenti della nostra regione. 

L’epidemia da Covid ha fatto emergere, nel nostro Paese, alcune difficoltà nelle relazioni tra Stato e Regioni: il che non sorprende del tutto, perché ben sappiamo come in ogni relazione i momenti di crisi inducono a evidenziare alcune problematicità che in tempi «normali» difficilmente vengono a galla. Proviamo a dipanare la matassa dall’inizio.

I militari italiani impiegati nella missione Unifil delle Nazioni Unite schierata nel Libano meridionale, dopo la prima esperienza positiva a Tiro, hanno organizzato un nuovo corso di Stress management ad Al Bazuriyah, nella sede di “Amel”, un’associazione senza scopo di lucro che dal 1979 opera sul territorio con 24 centri e 6 unità mobili per offrire servizi medici e psico-sociali alle fasce più vulnerabili della società libanese.