Scienza e tecnica

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«I buchi neri effettivamente esistono come predetto dalla teoria della relatività generale di Einstein». Il gesuita Guy Consolmagno, direttore della Specola Vaticana, commenta con il Sir la prima fotografia di un buco nero, al centro della galassia M87 con la massa di sei miliardi e mezzo quella del nostro Sole, realizzata dal consorzio «Event Horizon Telescope».

Oggi si delinea «un drammatico paradosso: proprio quando l'umanità possiede le capacità scientifiche e tecniche per ottenere un benessere equamente diffuso, secondo la consegna di Dio, osserviamo invece un inasprimento dei conflitti e una crescita delle disuguaglianze». Lo ha detto, stamattina, Papa Francesco, ricevendo in udienza, nella Sala Clementina del Palazzo apostolico vaticano, i partecipanti all'Assemblea plenaria della Pontificia Accademia per la vita di cui si celebra quest'anno il 25° anniversario della nascita.

«Se vogliamo imparare cose nuove, dobbiamo sempre cercare nuovi modi di esplorazione». Lo dice al Sir il fratello gesuita Robert Macke, astronomo della Specola Vaticana e curatore della collezione di meteoriti, in merito alla missione della sonda InSight della NASA su Marte: «Si tratta di un passo fondamentale per la comprensione del Pianeta Rosso che porta l'esplorazione di Marte in una nuova direzione, grazie a nuovi strumenti e a nuovi occhi che scandaglieranno il pianeta».

Ricevendo in udienza 80 scienziati di diversi Paesi e fedi religiose, membri della Pontificia Accademia delle scienze, Papa Francesco ha auspicato che la ricerca scientifica «possa giovare a tutti, al fine che i popoli della terra ne siano sfamati, dissetati, sanati e formati». Appello per promuovere il disarmo nucleare.