Scuola e università

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Se domani andando al Parco Prato vi capitasse di incontrare dei giovani che saltano, ballano e cantono, niente paura: state assistendo al flash mob dei ragazzi delle scuole Rodari e Dagomari. Per la conclusione del progetto «Spendiamoci per gli altri», gli studenti dei due istituti pratesi hanno deciso di raccontare la loro esperienza con una performance nella piazza del Centro commerciale in via delle Pleiadi (Prato). Appuntamento quindi domani, venerdì 30 maggio, alle 17,30.

Accrescere il proprio bagaglio formativo con esperienze sul campo. Questo lo scopo di una convenzione firmata in questi giorni tra il prefetto Luigi Varratta e il rettore dell’Università di Firenze Alberto Tesi. L’accordo offre ai giovani la possibilità di effettuare stage in Prefettura, che integrano il loro percorso di studio e che si configurano come un vero e proprio strumento di perfezionamento e orientamento.

Ancora una lettera sulle vicende del liceo romano «Giulio Cesare» dove è stato consigliato di leggere a studenti di 14-15 anni il libro di Melania Mazzucco «Sei come sei». Quello stesso libro che non è citabile in un'interrogazione parlamentare...

Tornare tra i banchi, con il cielo e il sole al posto del soffitto. Tutti insieme, senza etichette o distinzioni perché la scuola pubblica è statale e paritaria. Piazza San Pietro, il 10 maggio, è stata una grande aula in festa, abitata da tre generazioni: studenti, insegnanti, genitori. Non era mai accaduto che il mondo dell'educazione al completo si radunasse intorno al Papa. E Francesco non ha deluso le attese. "Questo incontro è molto buono, un grande incontro della scuola italiana, tutta la scuola", ha esordito. "Si vede che questa manifestazione non è contro, è per", ha esclamato quasi rivolgendosi a ciascuno dei presenti: "Non è un lamento, è una festa! Una festa per la scuola. Sappiamo bene che ci sono problemi e cose che non vanno. Ma voi siete qui, noi siamo qui perché amiamo la scuola". "Per favore, non lasciamoci rubare l'amore per la scuola!", il suo appello di congedo.

"Non lasciamoci rubare l'amore per la scuola". E' stato questo l'incoraggiamento di Papa Francesco all'incontro con studenti, famiglie ed educatori italiani che in oltre 300 mila, sabato pomeriggio, hanno affollato piazza san Pietro, via della Conciliazione e le vie limitrofe. Il Papa ha voluto salutarli percorrendo con la papamobile tutta via della Conciliazione. Al mondo della scuola italiana, chiamato in piazza san Pietro dalla Conferenza episcopale italiana, Francesco ha spiegato in tre punti perché ama la scuola. Prima di tutto perché a 6 anni ha trovato una maestra, ha detto, "che mi ha insegnato ad amarla", ad aprire la mente e il cuore alla realtà, a imparare ad imparare.

Oltre 300mila persone in piazza san Pietro e via della Conciliazione per un grande incontro della scuola italiana, tutta la scuola. «Si vede - ha scandito Francesco - che questa manifestazione non è contro, è per. Non è un lamento, è una festa!». E una festa è stata: un lunghissimo bagno di folla con studenti, insegnanti e genitori. I saluti del cardinale Angelo Bagnasco e del ministro Stefania Giannini.

“Un incontro molto buono”, “una festa” caratterizzata dall’essere “per” e non “contro”. Così, oggi pomeriggio, Papa Francesco, in una piazza San Pietro e via della Conciliazione gremite di studenti, professori e anche genitori, ha definito l’iniziativa promossa dalla Cei “La Chiesa per la scuola”, un incontro del mondo della scuola con il Pontefice.

“L’emozione sincera che sente non è solo la mia. È quella di tutti i ragazzi che vede in questa splendida piazza, tanti, veramente tanti, che da tutta Italia si sono riuniti qui davanti a lei accogliendo il suo invito, per ascoltare una lezione speciale in questa classe altrettanto speciale, che è la Chiesa di Roma”. Lo ha affermato, oggi pomeriggio, il ministro dell’Istruzione, Stefania Giannini, rivolgendosi a Papa Francesco, nell’incontro con il mondo della scuola a piazza San Pietro.

Dalla scuola “passa la bellezza della vita a cui vogliamo sempre di nuovo educare le generazioni che si succedono, che ricevono per poi poter donare a loro volta, ringiovanendo la famiglia che è il cuore pulsante del nostro Paese”. Lo ha detto, oggi pomeriggio, il cardinale Angelo Bagnasco, arcivescovo di Genova e presidente della Cei, nel suo saluto al Papa, in occasione dell’incontro con il mondo della scuola, in piazza San Pietro.