Servizi

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«Sospendere il piano di Poste Spa e riaprire un tavolo di confronto tra azienda, enti locali e sindacati per trovare una soluzione capace di evitare i disagi che queste chiusure provocherebbero». E’ la richiesta che i segretari regionali di Slp-Cisl, Slc-Cgil e UilPoste, rispettivamente Vito Romaniello, Graziano Benedetti e Renzo Nardi, hanno ribadito stamani dal presidio che si è svolto a Firenze, davanti alla sede centrale delle Poste, in via Pellicceria.

«La manifestazione regionale dei sindaci, organizzata dall'Anci per dire no alla chiusura dei piccoli Uffici postali, è un atto significativo e importante perché riguarda migliaia di toscani. Ed è per questo che mi spiace molto non aver potuto partecipare causa partenza in aereo per un viaggio istituzionale all'estero». Lo ha detto il presidente della Regione Toscana Enrico Rossi commentando l'iniziativa che si è svolta stamane in via Pellicceria sotto la sede fiorentina delle Poste.

C’è ancora la spada di Damocle della riduzione di orario per alcuni uffici postali delle zone montane, e parte una nuova energica azione di protesta a Montemignaio. La comunità locale, con in testa il Sindaco Massimiliano Mugnaini, si è riunita nel giorni scorsi, il consiglio comunale ha approvato unanimemente un documento di protesta, sono state raccolte in breve tempo oltre 400 firme (in pratica tutto il paese ha aderito). Obiettivo, far desistere Poste italiane dall’annunciato piano di tagli di sportelli e orari di apertura del servizio postale.

Porte aperte, anzi spalancate, per il nuovo impianto geotermico di Bagnore 4, tra i Comuni di Santa Fiora e Arcidosso: è la scelta di Enel Green Power che, per dare l’opportunità a cittadini e turisti di scoprire la geotermia, il funzionamento delle centrali e la bontà di questa fonte energetica rinnovabile, ha optato per la trasparenza totale. 

L'esecutivo ha dichiarato non più tardi di qualche settimana fa per bocca del portavoce del sottosegretario Lotti: «C'è l'impegno del presidente del Consiglio con Poste italiane affinché il servizio universale sia garantito» essendo «considerato dal governo prerogativa fondamentale». Ma Poste Italiane fa orecchie da mercante.