Shoah

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Una lettrice, che fu testimone da bambina del passaggio del fronte, nella Seconda guerra mondiale, ci chiede perché la Chiesa scomunicò i comunisti e non fece altrettanto verso i fascisti, che si erano macchiati di crimini orrendi.

“Promuovere la cultura e favorire dovunque la libertà di culto, anche proteggendo i credenti e le religioni da ogni manifestazione di violenza e strumentalizzazione, sono i migliori antidoti contro l’insorgere dell’odio”. E’ la riflessione che Papa Francesco ha rivolto alla delegazione dell’Anti-Defamation League. L’appuntamento, nel solco di precedenti incontri avvenuti sia con Giovanni Paolo II sia con Benedetto XVI, ha fornito al Pontefice l’occasione di ribadire la ferma volontà della Chiesa cattolica di compiere ogni sforzo per “respingere le tendenze antisemite”, oggi purtroppo ancora diffuse. 

«Se la cultura dell’incontro e della riconciliazione genera vita e produce speranza, la non-cultura dell’odio semina morte e miete disperazione». Lo ha ribadito il Papa, ricevendo oggi in udienza, nella Sala dei Papi, i membri di una delegazione della «Anti-Defamation League», organizzazione che intrattiene rapporti con la Santa Sede dal tempo del Concilio Vaticano II. 

Si celebra domani, 27 gennaio, il Giorno della memoria. È la data simbolo della fine delle persecuzioni nazifasciste in Europa, perché quel giorno del 1945 i soldati dell’esercito sovietico entrarono nel campo di Auschwitz-Birkenau. Alberto Mieli è uno degli ultimi deportati romani, nei campi di sterminio nazisti, ancora in vita. «Ho avuto la fortuna o la sfortuna - dice - di vedere l’apice della cattiveria, della brutalità, della malvagità dell’uomo. Dove può arrivare l’uomo a fare cose contro un suo simile».

A gennaio torna il Treno della Memoria, il viaggio degli studenti toscani ad Auschwitz organizzato con cadenza biennale dalla Regione Toscana. Ed è proprio la Regione ad offrire agli insegnanti degli istituti superiori che accompagneranno i ragazzi in Polonia un corso di formazione sulla didattica della Shoah. Giunta alla quarta edizione la Summer School ha per tema "Voi che vivete sicuri. Razzismi ed esclusioni" e si terrà alla Certosa di Pontignano, in provincia di Siena, da domenica 21 a giovedì 25 agosto.

Una Via Crucis diventata “Via della Misericordia”, con la Croce delle Giornate mondiali della Gioventù che è stata portata in ogni stazione, sulla spianata di Buonie Blonia a Cracovia, da un diverso gruppo di giovani appartenenti ad associazioni, movimenti ecclesiali e ordini religiosi con il carisma della solidarietà e dell’accoglienza. Dalla Comunità di Sant’Egidio ad Aiuto alla Chiesa che soffre, dalla comunità dell’Arche alle missionarie della carità di Madre Teresa, fino alle polacche Hospice San Lazzaro e l’Ospedale domestico contro lo sfruttamento della prostituzione, hanno animato le 14 stazioni portando la loro testimonianza sulle 14 opere di misericordia, corporale e spirituale.

Un grido silenzioso nel cuore e una richiesta di perdono per il Popolo di Dio. Papa Francesco li ha portati dentro di sè in una mattina di sole caldo ad Oswiecim, la città polacca a 60 chilometri da Cracovia che gli occupanti nazisti nel 1939 ribattezzarono Auschwitz, entrando nel più grande campo di sterminio nella storia dell’umanità. Lo ha fatto nel giorno in cui, 75 anni fa, il francescano polacco San Massimiliano Kolbe offrì la sua vita in cambio di quella di un altro prigioniero. Con un grido nel cuore il Pontefice ha pregato in silenzio nella Piazza dell’appello, dove Kolbe ha compiuto il suo gesto, ed ha baciato il patibolo delle esecuzioni.