Shoah

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Una Via Crucis diventata “Via della Misericordia”, con la Croce delle Giornate mondiali della Gioventù che è stata portata in ogni stazione, sulla spianata di Buonie Blonia a Cracovia, da un diverso gruppo di giovani appartenenti ad associazioni, movimenti ecclesiali e ordini religiosi con il carisma della solidarietà e dell’accoglienza. Dalla Comunità di Sant’Egidio ad Aiuto alla Chiesa che soffre, dalla comunità dell’Arche alle missionarie della carità di Madre Teresa, fino alle polacche Hospice San Lazzaro e l’Ospedale domestico contro lo sfruttamento della prostituzione, hanno animato le 14 stazioni portando la loro testimonianza sulle 14 opere di misericordia, corporale e spirituale.

Un grido silenzioso nel cuore e una richiesta di perdono per il Popolo di Dio. Papa Francesco li ha portati dentro di sè in una mattina di sole caldo ad Oswiecim, la città polacca a 60 chilometri da Cracovia che gli occupanti nazisti nel 1939 ribattezzarono Auschwitz, entrando nel più grande campo di sterminio nella storia dell’umanità. Lo ha fatto nel giorno in cui, 75 anni fa, il francescano polacco San Massimiliano Kolbe offrì la sua vita in cambio di quella di un altro prigioniero. Con un grido nel cuore il Pontefice ha pregato in silenzio nella Piazza dell’appello, dove Kolbe ha compiuto il suo gesto, ed ha baciato il patibolo delle esecuzioni.

Il Papa che cammina a capo chino, da solo, assorto nel suo intenso silenzio. Sono le 9.15 quando varca il cancello del campo di sterminio di Auschwitz, senza il seguito e senza il clamore dei media. È un’istantanea che rimarrà nella storia. Sul libro d'onore lascia scritto in spagnolo: «Signore, abbi pietà del tuo popolo. Signore, perdono per tanta crudeltà».

In ricordo del grande ciclista toscano domenica 20 marzo la squadra israeliana di ciclismo professionistico ripercorrerà sui pedali la «strada del coraggio»: quei 180 km che Gino Bartali percorreva durante la seconda guerra mondiale per salvare tanti ebrei dalla deportazione.

Monsignor Giacomo Meneghello, per tanti anni segretario del cardinale Elia Dalla Costa, è stato inserito nell’elenco dei «Giusti fra le Nazioni», le persone che hanno contribuito a salvare gli ebrei durante la Shoah. La medaglia alla sua memoria è stata consegnata questa mattina nell’Arcivescovado di Firenze: a riceverla una pronipote che abita a Firenze (discendente di una delle sei sorelle di monsignor Meneghello). Alla cerimonia sono intervenuti del cardinale Giuseppe Betori, l’ambasciatore d’Israele in Italia Naor Gilon e Sara Cividalli della Comunità Ebraica Firenze.