Shoah

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«Con la sua opera, il cardinale Elia Dalla Costa ha contribuito a salvare molte vite innocenti, persone che avevano l'unica colpa di essere ebree». Così Zion Evrony, ambasciatore di Israele presso la Santa Sede, ha ricordato l'arcivescovo di Firenze che negli anni della Shoah si impegnò attivamente per salvare dalla persecuzione moltissime persone.

Oggi in Palazzo Vecchio la consegna della medaglia di «Giusto fra le nazioni» alla memoria del Cardinale (leggi servizio). Intorno all’Arcivescovo di Firenze si attivò una rete di protezione che consentì di salvare moltissimi ebrei. Una cinquantina di luoghi religiosi coinvolti, tra conventi e parrocchie, oltre cinquecento persone (tra cui tantissime donne) che collaborarono rischiando la propria vita.

Oggi all'Angelus il Papa ha detto: «Desidero assicurare la mia vicinanza alle popolazioni delle Filippine e di quella regione, che sono state colpite da un tremendo tifone. Purtroppo le vittime sono molte e i danni enormi. Preghiamo un attimo in silenzio e poi la Madonna, per questi nostri fratelli e sorelle, e cerchiamo di far giungere ad essi anche il nostro aiuto concreto». Ha anche ricordato le vittime della Shoah

Come Vescovo di Roma, sento particolarmente vicina la vita della Comunità ebraica dell'Urbe, ha detto oggi Papa Francesco ricevendo i rappresentanti della Comunità. Papa Francesco ha ricordato che fra pochi giorni ricorre il 70esimo anniversario della deportazione degli Ebrei di Roma -- ed ha consegnato uno speciale messaggio su questa vicenda -- sottolineando poi che l'aiuto fornito alla popolazione ebraica dai cattolici romani, singoli ed istituzioni religiose, molto prima dell'apertura segnata dal Concilio Vaticano II, vuol dire che si ebbeil coraggio di fare ciò che in quel momento era la cosa giusta: proteggere il fratello, che era in pericolo.

Il grande ciclista toscano Gino Bartali è stato dichiarato «Giusto tra le nazioni» da Yad Vashem, il memoriale ufficiale di Israele delle vittime ebree dell'Olocausto. Lo si legge sul sito dell'organizzazione. La decisione, presa il 7 luglio scorso, riconosce l'impegno di Bartali a favore degli ebrei perseguitati in Italia. 

Il Treno della Memoria è tornato a casa dopo aver visitato i luoghi dell'orrore nazista. Ma alla stazione di Firenze un fuori programma: ad accogliere i ragazzi c’è Antonio Ceseri, 89 anni, il soldato che assieme ad altri 600 mila militari italiani in tutto il paese (e 40 mila in Toscana) disse di no ai tedeschi dopo l’armistizio del 1943. Fu deportato vicino a Berlino. Erano in 130, si salvarono solo in 3 VIDEO

«In Toscana il Giorno della memoria dura tutto l’anno». Così la vicepresidente della Giunta regionale, Stella Targetti, ha dato il «la» al proprio intervento a Livorno. Gli interventi del presidente del Consiglio provinciale Di Bonito, della Provincia Kutufà, del sindaco di Livorno Cosimi, del presidente del Consiglio regionale Alberto Monaci