Cinema

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Ci sentiamo di dire che Yesterday sia un film animato da buone intenzioni, sorretto da un’idea divertente e condotto con tecnica altamente professionale. Ma resta un film che possiamo definire «carino» (categoria altamente a rischio) e che a lungo andare mostra chiaramente di non saper gestire l’idea di partenza.

In un certo senso C’era una volta... a Hollywood è un film speculare a Bastardi senza gloria. In entrambi Quentin Tarantino ha indirizzato la propria indole di cineasta furioso, iconoclasta e soprattutto giocherellone verso una domanda probabilmente fine a se stessa ma indubbiamente affascinante: può il cinema cambiare la Storia?

Difficile immaginare Martin Eden di Jack London, scritto ai primi del Novecento e ambientato a San Francisco, trasportato a Napoli senza mai tradire lo spirito del racconto e anche mantenendo l'originale sequenza degli avvenimenti. Difficile, ma non impossibile. 

La regista Chloé Zhao, americana di origine cinese, riesce a tratteggiare il mondo del rodeo con una sensibilità nuova, con un’attenzione a paesaggi, personaggi e cavalli che denota una conoscenza non superficiale del territorio, del rapporto con la natura e dell’animo umano, con il coraggio di mettere un uomo di fronte a una scelta di vita (o di morte) che implicano riflessione e senso comune.

Non possiamo fare a meno di palesare una sensazione che ci ha accompagnati per tutto il film, quella cioè che questa volta e mai come in passato Avati abbia realizzato un film ricco di elementi che, invece di attirare il pubblico, sembrano fatti apposta per respingerlo.

Si annuncia come una stagione ricchissima - quella che si apre Mercoledì 28 Agosto - per il Cinema Odeon di Firenze: la storica sala di Piazza Strozzi vedrà in programma già nei primi due mesi 23 titoli che spaziano dai grandi film internazionali (quelli più attesi, molti dei quali provenienti dai Festival di Cannes, Sundance e dall'imminente Mostra di Venezia) ai documentari, dai classici restaurati agli incontri e ai molti eventi speciali, tutti in versione originale con sottotitoli in italiano e divisi in quattro sezioni.

Dopo due anni di silenzio De Palma sembra abbia accettato di tutto pur di lavorare. ma alla fine, a fronte di alcuni tagli effettuati dalla produzione ha disconosciuto l'edizione distribuita...

Il film, a cui Andrzej Wajda lavorò fino alla morte, nel 2016, è in qualche modo il suo testamento spirituale da parte di un artista che, raccontando spesso il passato, ha sempre guardato verso il futuro cercando caparbiamente di indicare alle nuove generazioni il modo di non sottomettersi ai dettami del potere politico.

Il regista Antonello Grimaldi, che finora si è diviso tra cinema e televisione (come Distretto di polizia) torna al cinema con un film tratto d aun romanzo di Bruno Burbi che ambirebbe a raccontare quanto lontano possa portare il voler tener fede senza ripensamenti al sentimento dell’amicizia a rischio di mandare a monte tutto il resto. Ambirebbe...