Musica

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È la prima delle due grandi Passionmusiken che ci sono pervenute. Un lavoro compiuto nel tempo, sedimentato e stratificato in momenti creativi diversi: quasi un’opera aperta a diversificate soluzioni. Una grande avventura dello spirito si cela dietro questo monumento dell’arte musicale chiamata a raccontare la più somma delle avventure dello spirito.

Il baritono, classe 1928, Marco Stecchi abita sulle colline intorno a Greve in Chianti. Una famiglia di cantanti, farmacisti, registi, atleti e scrittori.

Con una nota della Sala Stampa e una dichiarazione del suo direttore Alessandro Gisotti, la Santa Sede fa sapere che la Cappella Musicale Pontificia è ora affidata, ad interim, a mons. Guido Marini e a mons. Marcos Pavan, dopo che Papa Francesco ha accolto la richiesta di mons. Massimo Palombella di concludere il suo servizio alla «Cappella Sistina».

Un progetto di tre anni, iniziato nel 2016 e concluso appunto nei giorni scorsi, che ha permesso la comunicazione fra arti diverse. E che comunicazione. Ma soprattutto ha consentito a bambini e ragazzi con disabilità mentale medio/grave di compiere un percorso che, grazie proprio a queste arti, li ha messi sicuramente a loro agio.

Nel Necrologio (BD III, 666) si cita che Johann Sebastian Bach compose cinque Passioni, fra le quali una era con doppio coro, che è la Matthäus-Passion BWV 244. 

Cugino della cantata sacra è l’oratorio, il quale può avere un testo dal carattere narrativo e dialogico, come accade nell’Oster-Oratorium, oppure affidare il racconto a un cantante che fa le parti dell’Evangelista, come accade nelle Passioni o nel Weihnachts-Oratorium o anche nello Himmelfahrts-Oratorium.

La terza e la quarta annata a Lipsia sono avare di documenti e di cantate a noi pervenute. Circostanze oscure impediscono di indagare l’immenso labirinto relativo ai doveri di Bach verso l’ufficio liturgico. Fra silenzi e assenze, per ritrovare una cantata è necessario aspettare la festa di San Michele del 1728, tre mesi dopo l’inizio della quarta annata.

Era l’11 giugno 1724 (prima domenica dopo la Trinità) e il 27 maggio 1725 (Trinità) le festività furono esattamente cinquantasette.