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La sfida per dirigenti, atleti ed oranizzazioni sportive “è quella di mantenere pura la genuinità dello sport, di proteggerlo dalle manipolazioni e dallo sfruttamento commerciale” evitando che la gente a causa della corruzione perda fiducia nella verità dei risultati sportivi allontanandosi da una partecipazione gioiosa e disinteressata. Con queste parole Papa Francesco ha salutato in Aula Paolo VI i partecipanti all’incontro su sport e fede promosso dal Pontificio Consiglio della Cultura e dedicato al tema: “Lo sport al servizio dell’umanità”.

Lo sport è «un invito a sviluppare i talenti che Dio ci ha dato», e quando «gli atleti tendono al massimo delle possibilità» trascende «il livello della pura fisicità e ci porta nell’arena dello spirito e addirittura del mistero». Lo ha detto Papa Francesco, oggi pomeriggio in Aula Paolo VI, nel suo discorso ai partecipanti alla cerimonia di inaugurazione della prima conferenza mondiale su fede e sport, promossa dal Pontificio Consiglio della Cultura sul tema «Sport at the service of humanity» (Vaticano, 5 – 7 ottobre).

Conquistate complessivamente 39 medaglie (10 d'oro, 14 d'argento, 15 di bronzo), 11 in più di quante ne erano state raccolte quattro anni fa a Londra. Nono posto nel medagliere generale. La maggior parte delle vittorie italiane sono arrivate dal nuoto e dall’handbike, disciplina quest'ultima che si è rivelata una vera e propria miniera di medaglie. Una citazione speciale per Beatrice Vio, chiamata da tutti «Bebe».

Al primo posto resta l'Inghilterra: le squadre inglesi hanno speso in totale più di un miliardo e 300 milioni di euro, facendo della Premier League il campionato che ha speso di più nella storia di questo sport. L'Italia, con 706 milioni di euro, precede la Germania, che ha speso 541 milioni, e perfino la Spagna, che ne ha sborsati soltanto - si fa per dire - 458. Tutto bene, dunque? A guardare gli stadi si direbbe di no...

La passione oltre ogni confine: count down iniziato per l’evento più importante di questo 2016 organizzato dalla Onlus DD Diversamente Disabili. Trenta piloti disabili provenienti da Colombia, Francia, Belgio, Inghilterra e Italia si sfideranno questo weekend sul tracciato del Mugello per la 3° edizione della Dream World Bridgestone Cup, l’appuntamento internazionale dedicato al motociclismo paralimpico.

L'Italia ha concluso con un bottino complessivo di 28 medaglie. Non manca il rammarico per le troppe medaglie «di legno», ovvero quei tanti quarti posti (ben dieci) che non hanno portato medaglie ma rappresentano comunque un segnale incoraggiante da cui ripartire. Nove gli atleti toscani sul podio per undici medaglie (4 ori, 4 argenti e 3 bronzi).