Ciclismo

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«Il messaggio che portate è importante, è bello che abbiate pensato allo sport per veicolarlo ed è bello che un evento come il Giro d’Italia si sia reso disponibile ad accogliervi». Con queste parole il cardinale Giuseppe Betori ha accolto oggi la delegazione del Sermig (il Servizio Missionario Giovani fondato nasce nel 1964 a Torino da Ernesto Olivero). All’arcivescovo di Firenze è stata consegnata la "Lettera alla coscienza", manifesto dell’impegno civile del Sermig.

Il 5 maggio del 2000 a Firenze moriva il grande campione di ciclismo e Giusto tra le Nazioni Gino Bartali. In occasione del 20° anniversario la diocesi di Assisi-Nocera Umbra-Gualdo Tadino rende omaggio alla sua memoria, martedì 5 maggio alle ore 16, con una celebrazione eucaristica presieduta dal vescovo monsignor Domenico Sorrentino, proprio nella cappellina privata appartenuta al ciclista toscano e donata nel 2018 al “Museo della memoria, Assisi 1943-1944” dalle nipoti Gioia e Stella Bartali.

Un ricordo del grande ciclista, scomparso all’età di 76 anni, vincitore dei giri d’Italia, Francia e Spagna, campione del mondo nel 1973 davanti al suo rivale di sempre, il belga Eddy Merckx. «Sceso dalla bicicletta ha distribuito saggezza, equilibrio, senso del dovere, tenacia, fedeltà».

«Lo sport può rivelarsi di grande aiuto per la crescita umana di ogni persona perché stimola a dare il meglio di sé, in vista del raggiungimento di una determinata meta; perché educa alla costanza, al sacrificio e alla rinuncia». Lo ha detto Papa Francesco durante l’udienza con i partecipanti al congresso annuale dell’Unione ciclistica europea, oggi, in Vaticano.

Lo Yad Vashem, il sacrario della Memoria di Gerusalemme, che già aveva dichiarato il nostro Gino Bartali «Giusto tra le nazioni» gli ha conferito ora la «Cittadinanza d’Israele». E da Gerusalemme da simbolicamente partirà il Giro d’Italia, con l’unico rammarico che non tocchi Gerusalemme Est, la parte palestinese della Città Santa.