Storie e Toscani da raccontare

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Una vicenda che parte da una notizia di cronaca nera, l’uccisione di un carabiniere, e che vede le due donne coinvolte - la moglie della vittima e la madre del ragazzo che l’ha ucciso - avviare un percorso di pacificazione. Lucia Aterini si è imbattuta in questi fatti da giornalista del Tirreno, e ha deciso di raccontarli in un libro dando voce alle due protagoniste.

E' uscito “Casa Mansi. Balli, serate e ricevimenti”, opera in due volumi edita da Maria Pacini Fazzi. Sono i diari manoscritti di Raffaello Mansi, che raccontano un periodo che va dal 1892 fino al 1947 e permettono di scoprire un inedito spaccato sociale della Lucca di fine Ottocento e delle sue evoluzioni nel contesto nobiliare cittadino. Protagonista è comunque Palazzo Mansi, da poco più di quarant’anni divenuto Museo Nazionale.

Pubblichiamo l’esperienza di guerra di Raffaello Cei (98 anni), mentre era prigioniero a Pietermaritzburg. Nato a Lucca il 16 ottobre 1920,  fu chiamato alle armi nel 1940. Partito per la guerra sbarcò a Tripoli nel 1941 poi, con le disfatte dell’asse tedesco-italiano in Africa venne catturato il 17 febbraio 1942. Rimpatriato nel 1947, nel 1950 ha ricevuto la Croce al merito. Oggi vive a Lucca con la moglie. Padre di due figli, è nonno di tre nipoti e bisnonno di Edoardo.

La sua casa è un pullulare di colori. Alle pareti sono appese icone di ogni misura, che brillano nell'oro o nell'azzurro, e quadri che raccontano la storia di una evoluzione artistica e della fede che l'ha sostenuta e continua a sostenerla. Lucia Della Scala, pittrice e mamma, sposata con il diacono permanente Riccardo Vergassola, è un'artista cristiana che dal legame personale, sentito e vissuto, con la Trascendenza trae motivo di continua ispirazione.

Sul manichino c'è un abito in lavorazione, con spilli e imbastiture in vista, di un bel tessuto di colore blu. Alle pareti, una carrellata di premi, diplomi, riconoscimenti. In un angolo della stanza-laboratorio resiste una vecchia macchina per cucire, perfettamente funzionante, attorniata da forbici e rocchetti di filo. È il mondo di Angelo Michele Bafaro, 79 anni, maestro sarto («top taylor» lo chiamano all'estero), consigliere della giunta esecutiva della Federazione Nazionale Sarti e Sarte d'Italia, artigiano della Cna Federmoda di Pisa, pluripremiato con le «Forbici d'oro» dall'Accademia Nazionale dei Sartori e in decine di concorsi nazionali e internazionali.

DI GRAZIELLA TETA

Ogni viaggio inizia per un motivo. Si parte per una vacanza, per lavoro, si parte per andare a trovare qualcuno lontano. Lui è partito per andare alla ricerca di qualcosa. Ogni partenza è accompagnata da un mezzo di trasporto. Lui ha scelto il più tradizionale e il più economico, quello che si chiama «il cavallo di San Francesco», i piedi. Prima di andare ci si scelgono dei compagni di viaggio. Lui invece è partito in solitaria. Ma soprattutto partendo si pensa alla meta. Per Carlo Picchietti quella invece è stata solo l'inizio di un nuovo viaggio.

DI GIULIA SARTI