Stragi

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“Ricorrono trent’anni dall’immane tragedia che coinvolse il traghetto Moby Prince. Centoquaranta persone, passeggeri ed equipaggio, persero la vita in seguito alla collisione con una petroliera e all’incendio che ne scaturì. Il primo pensiero è rivolto alle vittime, alle tante vite improvvisamente spezzate di adulti e di giovani, e al dolore straziante dei loro familiari, che si protrae nel tempo e ai quali rinnovo la vicinanza e la solidarietà della Repubblica”. Così il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, per il 30° anniversario della tragedia del Moby Prince

“A Milano, in piazza Fontana, cinquantuno anni or sono, fu sferrato un attacco feroce al popolo italiano, alla Repubblica, alla convivenza civile del Paese. Morirono persone inermi, le loro famiglie vennero gettate nel dolore, molti feriti portarono a lungo i segni di quel vile, sanguinario attentato”. Lo afferma il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, in occasione del 51° anniversario della strage di piazza Fontana.

<<Non va mai dimenticato che la volontà di potenza può spingersi fino a produrre un'ideologia di annientamento di chi è diverso, estraneo, visto come potenzialmente nemico. Non va dimenticato che quanti sottovalutano la violenza, alla fine se ne rendono complici. Non vanno ignorati rigurgiti di intolleranza, di odio razziale, di fanatismo che pure si manifestano nelle nostre società e nel mondo, a volte attraverso strumenti moderni e modalità inedite. La memoria degli eventi più tragici e dolorosi della nostra storia costituisce un richiamo incessante per le coscienze>>. Lo scrive il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, in un messaggio in occasione del 76.mo anniversario della strage nazista di Sant'Anna di Stazzema.

“Davanti alle tragiche conseguenze di ogni strage, che distruggono la fragilissima meraviglia che è sempre ogni persona, la domanda è: dove sei uomo, cosa hai fatto della tua umanità? Com’è possibile? Chi ascolta la voce di Dio trova se stesso e suo fratello”. Lo ha detto il card. Matteo Zuppi, arcivescovo di Bologna, nell’omelia della messa celebrata questa mattina nella cattedrale di San Pietro, alla presenza del presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, in suffragio delle vittime delle stragi di Ustica e della Stazione ferroviaria di Bologna, delle quali quest’anno ricorre il 40° anniversario

Firenze non dimentica: nonostante l’impossibilità di ritrovarsi tutti insieme per strada e in piazza o  in una sala conferenze, nonostante l’emergenza sanitaria che costringe le persone a stare ancora distanti.  Non dimentica la Regione e tutta la Toscana, che martedì, assieme all’Associazione “Tra i familiari delle vittime della strage dei Georgofili”, con la collaborazione dei Comuni di Firenze e San Casciano in Val di Pesa, ricorderanno quel boato che ventisette anni fa, nel 1993, sconquassò la città in una tranquilla notte di maggio