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"Crimes of the Future" è un titolo ricorrente nella filmografia di David Cronenberg: era il titolo di uno dei suoi primi film, del 1970, su un'apocalisse creata in un centro di dermatologia sperimentale; era anche il titolo di lavorazione di "eXistenZ", ultimo film improntato al body horror come denuncia sociopolitica prima di un periodo di film più "normali". 

Joe Hill è un figlio d'arte come pochi, scrittore erede del Re del Brivido in persona, Stephen King. Con una produzione già di tutto rispetto, Hill è al momento noto più che altro per i suoi racconti, e tra questi Il telefono nero è forse quello che più ricorda il padre, del quale omaggia i temi, la struttura narrativa, l'ibridazione tra horror e racconto di formazione, perfino l'ambientazione.

Con Baz Luhrmann non ci sono mezze misure. Per i detrattori il suo cinema è sempre eccessivo e ridondante, per i fan affascinante e coinvolgente. Elvis non si sottrae a prestare il fianco a queste due categorie di giudizio, come del resto è accaduto alle precedenti pellicole del cinquantanovenne regista australiano (da Ballroom – Gara di ballo a Il grande Gatsby), autore nel complesso di sei film in trent’anni di carriera. 

Mantas Kvedaravicius non è propriamente un nome conosciuto, neanche tra gli addetti ai lavori, ma ha avuto il suo momento di fama lo scorso aprile quando, girando a Mariupol il seguito al suo documentario del 2016, i soldati russi lo hanno scambiato per un cecchino dell'esercito ucraino, lo hanno catturato, torturato, e fatto trovare morto giorni dopo.

Bellocchio è un autore che riesce a sorprenderci sempre, anche ora che si è cimentato con una mini serie tv di sei puntate uscita in anteprima al cinema suddivisa in due parti. Ce ne occupiamo in questa rubrica sia per la collocazione temporanea sul grande schermo, sia perché, tematicamente, il lavoro si inserisce appieno nella filmografia del regista che ha usato, qui, un linguaggio televisivo, fatto per lo più di primi piani e dialoghi, ma non ha rinunciato alle sue capacità visionarie e ai consueti scarti onirici.