Terrorismo

Ultimi contenuti per il percorso 'Terrorismo'

Saranno 69 i testimoni che verranno ascoltati nei prossimi mesi in audizione al processo di beatificazione di padre Jacques Hamel, il sacerdote della diocesi di Rouen barbaramente ucciso nella sua parrocchia di Saint-Etienne-du-Rouvray mentre celebrava una messa il 26 luglio 2016. A darne notizia è la diocesi di Rouen dove sabato scorso si è tenuta la prima udienza del processo in vista della beatificazione del sacerdote.

«Un grande dono a tutto l'Egitto»: così padre Toma Adly Zaky, rettore del seminario maggiore copto di al-Maadi, parla della visita di Papa Francesco al Cairo. Nei suoi discorsi Bergoglio «lascia una grande eredità ai cattolici dell’Egitto: proseguire sulla strada dell’unità, della cooperazione non solo con le Chiese ma anche con le Istituzioni». Ma sopratutto la via «dell’umiltà e del perdono» che sono le risposte più giuste al terrorismo che ha preso di mira la comunità cristiana locale.

Nel lussuoso complesso alberghiero di Al-Masah, il diamante, gestito dal ministero della Difesa egiziano, Papa Francesco ha chiamato l’Egitto a ritrovare il suo ruolo insostituibile nel Medio Oriente,, per fermare la violenza cieca e disumana. Violenza di guerre e di terrorismo, causata dal commercio di armi e dall’estremismo religioso, ma anche da gravi problemi sociali e dal desiderio del potere. Prendendo la parola dopo il presidente Al-Sisi, il Papa ha ricordato le famiglie, alcune delle quali presenti in sala, che piangono i figli vittime del terrorismo e i cristiani vittime di violenze che hanno dovuto lasciare il Sinai Settentrionale. 

L’abbraccio del successore di Pietro al successore di Marco, Papa Tawadros II, è stato l’evento che ha chiuso la prima intensa giornata di Papa Francesco al Cairo e l’emblema della vicinanza di tutti i cattolici alla Chiesa copto ortodossa. E’ la comunità cristiana più numerosa in medio oriente con i suoi 9 milioni di fedeli, ed è stata nuovamente colpita al cuore dagli attentati a Tanta e ad Alessandria nella Domenica delle Palme. 
Il Vescovo di Roma lo ha ricordato nel suo discorso nel Patriarcato incastonato nel Vecchio Cairo cristiano. Questo ecumenismo del sangue è un modo di vivere il nostro comune Battesimo, anche a costo del sacrificio.

In questo «mondo di violenza, odio, minacce di terrore», occorre «una riflessione e la volontà convinta di continuare a lottare per la pace e la giustizia, non solo per i cristiani ma per tutti gli esseri umani colpiti da questa violenza». Lo ha detto Paul Jacob Bhatti, ministro per le minoranze del Pakistan e fratello di Clemente Shabaz Bhatti, anch’egli ministro e assassinato nel 2011 ad Islamabad, nel suo saluto alla XVI Assemblea nazionale dell’Azione cattolica che si è aperta questa sera a Roma sul tema «Fare nuove tutte le cose. Radicati nel futuro, custodi dell’essenziale» (Domus pacis, 28 aprile – 1° maggio).

Al termine della visita che Papa Francesco ha fatto a papa Tawadros II, nel Patriarcato Copto-Ortodosso del Cairo e prima della preghiera comune al muro dei martiri copti, è stata firmata una dichiarazione (testo integrale) che prende atto del cammino comune compiuto in questi anni, a partire dal documento firmato da Paolo VI e Shenouda III, nel 1973.

«Grande era l’attesa di ritrovarci». Sono queste le prime parole cariche di affetto che papa Francesco ha rivolto questo pomeriggio al Cairo a Sua Santità papa Tawadros II, patriarca della Chiesa copta-ortodossa, scambiando con lui «il bacio santo e l’abbraccio di pace» (testo integrale).

«La Vostra visita di oggi è un nuovo passo sulla via dell’amore e della fraternità tra i popoli. Voi siete uno dei simboli della pace in un mondo tormentato dai conflitti e dalle guerre. Un mondo che anela e desidera ardentemente sforzi sinceri per diffondere la pace e l’amore, e per contrastare la violenza e l’estremismo». Sono le parole di saluto che papa Tawadros II, patriarca della Chiesa copta ortodossa ha rivolto a papa Francesco accogliendolo nella sede del Patriarcato al Cairo.

L’omaggio dei vescovi francesi per le forze dell’ordine, ancora una volta colpite mentre svolgevano il loro dovere. «Giorno e notte, dei poliziotti e dei gendarmi vegliano sulla nostra tranquillità. Che le nostre preghiere li raggiungano tutti questa sera». Così scrive monsignor Olivier Ribadeau Dumas, segretario generale dei vescovi francesi e portavoce della Conferenza episcopale in un tweet messo in rete ieri sera.