Terrorismo

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Al termine della visita che Papa Francesco ha fatto a papa Tawadros II, nel Patriarcato Copto-Ortodosso del Cairo e prima della preghiera comune al muro dei martiri copti, è stata firmata una dichiarazione (testo integrale) che prende atto del cammino comune compiuto in questi anni, a partire dal documento firmato da Paolo VI e Shenouda III, nel 1973.

«Grande era l’attesa di ritrovarci». Sono queste le prime parole cariche di affetto che papa Francesco ha rivolto questo pomeriggio al Cairo a Sua Santità papa Tawadros II, patriarca della Chiesa copta-ortodossa, scambiando con lui «il bacio santo e l’abbraccio di pace» (testo integrale).

«La Vostra visita di oggi è un nuovo passo sulla via dell’amore e della fraternità tra i popoli. Voi siete uno dei simboli della pace in un mondo tormentato dai conflitti e dalle guerre. Un mondo che anela e desidera ardentemente sforzi sinceri per diffondere la pace e l’amore, e per contrastare la violenza e l’estremismo». Sono le parole di saluto che papa Tawadros II, patriarca della Chiesa copta ortodossa ha rivolto a papa Francesco accogliendolo nella sede del Patriarcato al Cairo.

L’omaggio dei vescovi francesi per le forze dell’ordine, ancora una volta colpite mentre svolgevano il loro dovere. «Giorno e notte, dei poliziotti e dei gendarmi vegliano sulla nostra tranquillità. Che le nostre preghiere li raggiungano tutti questa sera». Così scrive monsignor Olivier Ribadeau Dumas, segretario generale dei vescovi francesi e portavoce della Conferenza episcopale in un tweet messo in rete ieri sera.

«È un vero testimone della pace e della verità. Ovunque vada, si fa voce di tutte le persone più fragili e sofferenti del mondo. Ovunque sia, viene concessa la pace. Per questo siamo felici di questa visita». Parla papa Tawadros II, capo della Chiesa copta ortodossa, che in questa intervista al Sir ripercorre le tragiche ore degli attentati della Domenica delle Palme.

Una delegazione vaticana è stata ricevuta oggi da Sua Santità papa Tawadros II, patriarca della Chiesa copta ortodossa, che domenica scorsa è sfuggito all’attentato nella cattedrale di san Marco ad Alessandria (sede del Patriarcato copto ortodosso), mentre celebrava la Divina Liturgia della Domenica delle Palme.

«Si erano preparati nel digiuno a celebrare i sacri misteri, e pregando e lodando con tutto il cuore, nel momento del martirio sono passati, attraverso il dolore, alla gioia gloriosa della Resurrezione»: così Papa Tawadros, patriarca della Chiesa copta ortodossa, scrive in un messaggio inviato a Anba Paula, vescovo copto ortodosso di Tanta e letto durante le esequie delle 29 vittime della strage, compiuta dall’Isis, di ieri nella chiesa di san Giorgio nella cittadina a circa 100 km a nord del Cairo.

Un «Programma di formazione spirituale della gioventù 2017» per rispondere agli attacchi contro i cristiani in Egitto. A sostenerlo è Aiuto alla Chiesa che soffre-Italia (Acs) che in tal modo si affianca al Patriarcato copto cattolico di Alessandria d’Egitto, che nel suo «Diakonia Development Center» ha programmato per l’anno in corso una serie di incontri, seminari, conferenze e workshops indirizzati a 400 giovani laici.