Terrorismo

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«Pensiamo adesso, in silenzio, per un attimo alle cose che abbiamo dentro di noi e che ci impediscono di attraversare la porta: il mio orgoglio, la mia superbia, i miei peccati. E poi, pensiamo all’altra porta, quella spalancata dalla misericordia di Dio che dall’altra parte ci aspetta per dare il perdono». Lo ha detto ieri Papa Francesco durante l’Angelus in piazza San Pietro. 

Una “porta stretta”, che in tanti proveranno a passare e che solo in pochi ci riusciranno. Quella della liturgia domenicale è una delle pagine del Vangelo che appaiono più dure, ma spiegandola all’Angelus il Papa ha subito assicurato: la porta della salvezza “non è questione di numero” e il fatto che sia stretta non è perché sia “oppressiva”, ma perché Gesù, usando questa immagine, invita tutti a “restringere e contenere” orgoglio e paura. “La porta della misericordia di Dio – ha ripetuto Francesco – è sempre spalancata per tutti! Dio non fa preferenze, ma accoglie sempre tutti, senza distinzioni”. 

«Dobbiamo imparare a vivere insieme, e questo vuol dire anche conoscenza dei simboli di altre culture e loro accettazione quando non ledano le esigenze della sicurezza. La paura dell’abbigliamento delle musulmane mi appare strumentale». Lo afferma monsignor Nunzio Galantino, segretario generale della Cei, in un’intervista al «Corriere della sera».

«I cattolici francesi sono provati» dal brutale assassinio di padre Jacques Hamel, ma «è tutta la Francia, che è stata colpita e quando una chiesa è colpita, quando un sacerdote è assassinato, è la Repubblica che è profanata, perché la Repubblica deve proteggere». Lo ha dichiarato ieri il presidente francese François Hollande, prima del colloquio privato con Papa Francesco, durato circa 40 minuti, secondo quanto riferito da Greg Burke, direttore della sala stampa vaticana.

Dopo la recita dell'Angelus, in piazza San Pietro, il Papa ha detto: «Alla Regina della pace, che contempliamo oggi nella gloria celeste, vorrei affidare ancora una volta le ansie e i dolori delle popolazioni che in tante parti del mondo sono vittime innocenti di persistenti conflitti. Il mio pensiero va agli abitanti del Nord Kivu, nella Repubblica Democratica del Congo, recentemente colpiti da nuovi massacri, che da tempo vengono perpetuati nel silenzio vergognoso, senza attirare neanche la nostra attenzione. Fanno parte purtroppo dei tanti innocenti che non hanno peso sulla opinione mondiale. Ottenga Maria per tutti sentimenti di compassione e di comprensione e desiderio di pace e concordia!».