Terrorismo

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«La mia più grande preoccupazione è che il governo non ha ancora preso le misure necessarie con programmi a medio e lungo termine per eliminare questo odio sempre più diffuso nel Paese». Parla così Paul Bhatti, ex ministro pakistano, commentando al Sir l'attacco oggi in Pakistan dei talebani contro una scuola di Peshawar, che ha fatto decine di morti e feriti, la maggior parte dei quali studenti giovanissimi.

«Il terribile attacco contro i fedeli musulmani in preghiera dimostra che Boko Haram ha allargato i suoi obiettivi e il suo raggio d’azione». Lo ha detto all’Agenzia Fides l’arcivescovo di Jos e presidente della Conferenza Episcopale della Nigeria, monsignor Ignatius Ayau Kaigama, in riferimento all’attacco di ieri contro la moschea centrale di Kano, la principale città del nord della Nigeria. 

Padre Ibrahim Faltas, economo della Custodia di Terra Santa: «Il presidente Abu Mazen non accetterà mai una terza rivolta popolare. C'è da dire poi che in Cisgiordania la situazione appare calma. La scelta di Abu Mazen è quella del dialogo e non della violenza. Gli scontri sono limitati a Gerusalemme dove Abu Mazen non ha nessun genere di controllo». Severa condanna dell'attentato alla singagoga.

I capi e i rappresentanti delle comunità religiose presenti in Terra Santa si sono recati questa mattina in visita alla sinagoga di Gerusalemme che ieri è stata teatro di un attacco terroristico, che ha causato la morte di quattro ebrei e di un poliziotto israeliano uccisi da due palestinesi, per esprimere solidarietà alla comunità colpita e condannare insieme tutti gli atti di violenza che non risparmiano i luoghi di preghiera.

Jos (Agenzia Fides) – Sono 185 le chiese incendiate, oltre 190.000 le persone costrette alla fuga. È il bilancio delle violenze perpetrate da Boko Haram negli ultimi due mesi nella diocesi di Maiduguri, il cui territorio comprende gli Stati della Nigeria settentrionale di Borno, Yobe e alcune aree di quello di Adamawa. Lo rende noto il Direttore delle Comunicazioni Sociali della diocesi, don Gideon Obasogie.

Le nuove forme del terrorismo «transnazionale» richiedono «una rinnovata azione delle Nazioni unite» per «promuovere e preservare la pace». «È lecito e urgente fermare l‘aggressione attraverso un'azione multilaterale e un uso proporzionato della forza». Lo ha detto ieri il cardinale segretario di Stato Pietro Parolin, nel suo intervento alla 69esima sessione della Assemblea generale delle Nazioni Unite a New York.