Terrorismo

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La strage di Bologna è «la ferita più profonda nella storia recente della città», una ferita che «chiede giustizia e ci aiuta a essere sensibili, attenti e vicini alle vittime delle tante stragi che ancora provocano tanta sofferenza e morte in diverse parti del mondo». Lo dice l’arcivescovo di Bologna, mons. Matteo Zuppi, nel giorno del 38° anniversario dell’attentato nella stazione della città emiliana in cui persero la vita 85 persone.

(Bruxelles) «Siamo fieri di ciò che abbiamo realizzato insieme fino ad ora, ma rimane un lungo cammino da percorrere»: è la conclusione della dichiarazione congiunta Nato-Ue appena diffusa a Bruxelles, in vista del vertice Nato che si terrà domani e dopodomani nella capitale belga dove ha sede l'organizzazione del Trattato nord-atlantico.

«Continuiamo a celebrare la Messa, ma quando lo facciamo tutto il perimetro della parrocchia è circondato da militari armati. Nonostante la paura, la gente ha una grande fede e continua a venire in chiesa. La parrocchia a Bangui ha una popolazione di circa 50mila abitanti. Ogni domenica a Messa partecipano tra 2000 e 2500 persone». Lo racconta Moses Otii Alir, 38 anni, missionario comboniano originario di Kotido, in Uganda, parroco di Nostra Signora di Fatima dal 2013.

La comunità cattolica di Liegi è sotto choc e si stringe in preghiera. Questa mattina un 36enne, Benjamin Herman, ha ucciso due poliziotte e una passante nel centro di Liegi. Una messa in memoria delle vittime verrà celebrata nella chiesa dei Benedettini che si trova a Boulevard d'Avroy, proprio nel luogo della sparatoria, mentre alle 20 l'arcivescovo di Liegi, Jean-Pierre Delville, parteciperà alla preghiera della Comunità di Sant'Egidio nella chiesa di san Bartolomeo, Place Saint-Barthélemy.

Appelli alla calma e all'unità del Paese si stanno succedendo in queste ore da parte dei vescovi indonesiani, dopo gli attentati terroristici compiuti tra ieri e oggi da una famiglia kamikaze (padre, madre e quattro figli minorenni, di cui la più piccola di 8 anni è sopravvissuta e ricoverata in ospedale) a tre chiese, un appartamento e alla sede della polizia nella città di Surabaya, la seconda città più grande dell'Indonesia, nell'isola di Giava.