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L’impressione è che stavolta si possa davvero essere vicini ad una svolta sulle verità della strage dei Georgofili del 27 maggio e sulle altre stragi mafiose del 1993 e 1994. Questa almeno è l’impressione dopo quattro ore di ricordi, racconti, appelli ed interventi della lunga commemorazione, in forma di seminario trasmesso in streaming nel pomeriggio da Sant’Apollonia a Firenze, organizzato dalla Regione. Presenti le istituzioni, i magistrati (fiorentini e nazionali), i familiari delle vittime e gli studenti di un liceo della città.   

Domenica 28 febbraio, alle ore 18, nella Chiesa Cattedrale di Arezzo “ci riuniremo a pregare con i cristiani e, specialmente, con quelli originari dell’Africa che vogliono affidare al Signore questi degni della nostra Nazione italiana – afferma il vescovo Riccardo. Esprimiamo profondo cordoglio alle rispettive famiglie assicurando ad ognuna tutta la nostra vicinanza spirituale”. 

Sono stati celebrati questa mattina alle 9,30 nella Basilica di Santa Maria degli Angeli e dei Martiri di Roma, i funerali di Stato per l’ambasciatore Luca Attanasio ed il carabiniere Vittorio Iacovacci, uccisi in un attacco al convoglio su cui viaggiavano il 22 febbraio in Congo. È stato il cardinale vicario Angelo De Donatis a presiedere la messa

Tre morti (l’ambasciatore Luca Attanasio, il carabiniere Vittorio Iacovacci e Mustapha Milambo, il loro autista congolese) hanno riportato all’attenzione degli italiani il fatto che tra i danni, gravi, del Covid-19 in quest’ultimo anno c’è stata anche la fitta nebbia calata su tutto ciò che accade fuori dai nostri confini e da quelli dei Paesi occidentali, e non solo. 

E' una strada molto pericolosa, dove avvengono spesso agguati e rapimenti quella dove è stato ucciso oggi l'ambasciatore Luca Attanasio, insieme al carabiniere Vittorio Iacovacci e al loro autista. Da decenni nella regione del Nord Kivu spadroneggiano gruppi armati che impongono la propria volontà per il controllo delle ricche risorse del territorio. Ne parla al Sir padre Robert Kasereka Ngongi, sacerdote della diocesi di Butembo

“A Milano, in piazza Fontana, cinquantuno anni or sono, fu sferrato un attacco feroce al popolo italiano, alla Repubblica, alla convivenza civile del Paese. Morirono persone inermi, le loro famiglie vennero gettate nel dolore, molti feriti portarono a lungo i segni di quel vile, sanguinario attentato”. Lo afferma il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, in occasione del 51° anniversario della strage di piazza Fontana.