Terzo settore

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Nel suo quarto messaggio di fine anno, in diretta tv dallo studio del Quirinale, Sergio Mattarella ha iniziato con l'invito a «sentirsi «comunità», ovvero condividere valori, prospettive, diritti e doveri, «pensarsi» dentro un futuro comune, da costruire insieme». Ma poi ha toccato i temi caldi, dall'aumento dell'Ires al terzo settore ai tempi compressi dell'approvazione della legge di bilancio.

Nella tradizionale conferenza di fine anno il premier Giuseppe Conte ha difeso la sua manovra anche dall'accusa di essere stata scritta a Bruxelles. Conferma i tagli all'editoria, assicura che non aumenteranno le tasse e si assume la responsabilità dell'errore sull'Ires raddoppiata al no profit.

Dopo le proteste di tutto il mondo del volontariato, dell'Anci e dello stesso presidente della Cei che si era appellato al vicepremier Matteo Salvini, stasera il governo ha fatto marcia indietro promettendo di intervenire quanto prima per correggere l'errore fatto nella manovra, con il raddoppio della tassazione Ires per gli enti noprofit. Fiaschi (Forum Terzo settore), «prendiamo atto dietro-front Governo. Attendiamo incontro per trovare correzioni».

«L’aumento dell’Ires per gli enti del Terzo settore previsto nella manovra finanziaria preoccupa molto i Comuni italiani per le inevitabili ricadute che ci saranno sui territori». Lo afferma Luca Vecchi, sindaco di Reggio Emilia e delegato Anci al welfare, commentando il provvedimento contenuto nella Legge di bilancio approvata dal Senato e ora in discussione alla Camera dei deputati. 

«Non è un dono, ma una provocazione». Così il card. Gualtiero Bassetti, presidente della Cei, considera, in un’intervista pubblicata oggi da «La Repubblica», il raddoppio dell’Ires, l’imposta sul reddito delle società, previsto dalla manovra per gli enti no profit e le realtà collegate alla Chiesa. 

Stando ai titoli dei principali quotidiani e dei notiziari radio televisivi la Corte di giustizia europea avrebbe deciso («finalmente») di far pagare l'ici o l'Imu alla Chiesa (o al «Vaticano», come hanno scritto taluni). Comprensibile che i radicali si siano intestati la storica vittoria... ma le cose non stanno proprio così...