Arezzo

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“Confidiamo che la morte del capomissione italiano porti con sé un sempre maggior coinvolgimento del nostro Governo, insieme all’Unione europea, per non ignorare le sofferenze dell’Africa”. Lo ha detto l’arcivescovo di Arezzo-Cortona-Sansepolcro, mons. Riccardo Fontana, nell’omelia della messa, celebrata ieri in cattedrale, in suffragio dell’ambasciatore Luca Attanasio, del carabiniere Vittorio Iacovacci e del loro compagno di viaggio, l’autista Mustapha Milambo, morti nella Repubblica democratica del Congo, mentre assicuravano aiuti alimentari, in una missione Onu, a quanti in Africa sono provati dalla carestia.

Domenica 28 febbraio, alle ore 18, nella Chiesa Cattedrale di Arezzo “ci riuniremo a pregare con i cristiani e, specialmente, con quelli originari dell’Africa che vogliono affidare al Signore questi degni della nostra Nazione italiana – afferma il vescovo Riccardo. Esprimiamo profondo cordoglio alle rispettive famiglie assicurando ad ognuna tutta la nostra vicinanza spirituale”. 

Una presenza costante "che mi ha accompagnato durante tutta la malattia e ha dato un senso alla sofferenza": così il cardinale Gualtiero Bassetti racconta, in un'ampia intervista a Toscana Oggi, il suo legame con la Madonna del Conforto, l'immagine sacra venerata nel duomo di Arezzo. Il testo integrale dell'intervista sul numero di Toscana Oggi di questa settimana.

Sabato 30 gennaio 2021 l’OMA, Orchestra Multietnica di Arezzo, sarà tra i protagonisti della seconda edizione interamente in streaming del festival multiculturale e multilingue “Frittomisto”, nato nel 2019 dall’idea sviluppata da un gruppo di italiani e tedeschi residenti a Monaco di Baviera e confluita nell’associazione Münchner Vielfalt e.V.

“Questo tempo così difficile, pieno di emergenze, in cui tutti siamo stati coinvolti, ci ha immersi in una inaspettata e profonda crisi, che ha portato molte persone e molte famiglie ad un drammatico impoverimento economico, sociale, umano e psicologico. La perdita del lavoro, che purtroppo ha colpito numerosi nostri fratelli e sorelle, è anche una perdita di dignità. I servizi della Caritas diocesana e delle Caritas parrocchiali, in questi mesi, sono stati un aiuto fondamentale per molte persone che mai avrebbero pensato di dover bussare alle nostre porte. Questo tempo ha portato la nostra équipe, di operatori e di volontari, ad interrogarsi continuamente ed aumentare i servizi di accoglienza e di promozione umana”.