Camaldoli

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«Porre l’attenzione alla questione giovanile anche in vista dell’imminente Sinodo dei vescovi, istituendo un luogo e uno spazio di riflessione per sviluppare una coscienza generazionale che, a cinquant’anni dal Sessantotto, sembra mancare». È l’obiettivo dichiarato della nona edizione di «Cristiani in ricerca», tre giorni di confronto (24-26 agosto) al Monastero di Camaldoli.

Esercizi spirituali, convegni, settimane teologiche e di studio, corsi di lingue bibliche. Momenti di preghiera e condivisione della liturgia. Ogni anno il monastero di Camaldoli accoglie più di tremila persone, e l'estate la fa da leone. Il priore Alessandro Barban mette in guardia dal rischio insignificanza di una fede disincarnata.

Si terrà anche quest’anno a Camaldoli un momento estivo per studenti universitari, organizzato dalla Fuci dal 30 luglio al 5 agosto. Uno spazio di riposo, incontro, confronto e approfondimento, al termine della sessione estiva di esami che molti studenti decidono di vivere per ricaricarsi e distendersi dalle fatiche di studio e di vita quotidiana appena passate.

La nostra regione ha un’offerta ricchissima di luoghi in cui viene proposto un soggiorno fatto di tranquillità, unito a momenti di preghiera e riflessione con le comunità religiose. Dalle rassegne di musica d’organo ai corsi biblici o liturgici, dai corsi di esercizi spirituali a quelli di fitoterapia, secondo l’antica esperienza dei benedettini: sono tante le proposte da santuari, eremi e monasteri toscani. Oltre alla consueta accoglienza nelle foresterie.

Comincia stasera la Settimana teologica di Camaldoli, appuntamento tradizionale del Movimento ecclesiale di impegno culturale che quest’anno celebra un anniversario importante: era infatti l’estate del 1936, 80 anni fa, quando l’allora Movimento laureati dell’Azione cattolica, antesignano del Meic, si riunì per la prima volta al monastero camaldolese per quella che all’epoca fu denominata «Settimana di cultura religiosa». 

Per ritrovare sé stessi, quella pace che tanto desideriamo, lontani dallo stress del lavoro, del traffico, dai cellulari, dalle preoccupazioni che ogni giorno ci assillano, dove ci si può rifugiare? Semplice. Nei monasteri, nei conventi, negli eremi. Dove ci viene offerto un soggiorno fatto di tranquillità, serenità, unito a momenti di preghiera e di riflessione organizzati dai monaci. Luoghi che consentono di riscoprire l’importanza di condurre un’esistenza semplice, essenziale, di immergersi nella profonda spiritualità che queste antiche mura emanano.