Garfagnana

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Una scossa di terremoto di magnitudo 5.2 è stata registrata alle 12,33 del 21 giugno scorso ed è durata alcuni secondi, con epicentro tra Fivizzano e Minucciano, in provincia di Massa. Un terremoto con profondità di appena 5,1 km, e questo ha fatto in modo che la scossa venisse avvertita pesantemente in una vasta area dell’Italia, fino al Friuli Venezia Giulia ed al Trentino. È seguito un intenso sciame sismico con scosse chiaramente avvertite dalla popolazione ma tantissime, anche in questi giorni, sono quelle rilevate dagli strumenti.

Un tavolo congiunto tra le due diocesi coinvolte dai recenti eventi sismici è stato ufficialmente aperto lunedì 1 luglio a Viareggio. Con un incontro, dai toni cordiali ma accorati, tra il vescovo di Massa Carrara-Pontremoli  mons. Giovanni Santucci e l’arcivescovo di Lucca mons. Italo Castellani, è stato deciso di continuare a monitorare una situazione che purtroppo pare ancora in divenire.

Il presidente Enrico Rossi: «Non è stato un evento catastrofico, ma ha interessato circa 15 mila persone in Lunigiana e altre 7-8 mila in Garfagnana». Gli edifici danneggiati: «Da un quadro che ho fatto parlando con i sindaci siamo già a diverse centinaia di abitazioni private e qualche edificio pubblico. Quando lo sciame sismico sarà terminato dovremo stabilire come rimediare ai danni alle strutture pubbliche e come garantiremo il rientro in case sicure agli sfollati»

«Non voglio certo polemizzare con Franco Gabrielli, ma il continuo sciame che colpisce Lunigiana e Garfagnana fa inevitabilmente aumentare l’entità dei danni: quando le scosse finiranno, dovremo fare i conti e temo che i cinque milioni di euro annunciati non basteranno». Così il presidente della Regione Toscana Enrico Rossi, nella Giunta tenuta questa mattina a Firenze, riferendosi alle scosse di terremoto che si verificano nella parte nord ovest della regione.

Una nuova scossa di terremoto di magnitudo 4.4 sulla scala Richter è stata avvertita alle 16.40 a Carrara, Massa e in Lunigiana. Epicentro a Minucciano ad una profondità di 9,8 km. Molte le persone uscite in strada, fuggi fuggi anche dalle spiaggia di Marina di Carrara e in Versilia. L'arcivescovo di Lucca Italo Castellani incontrerà domani, lunedì 1 luglio, monsignor Giovanni Santucci, vescovo di Massa Carrara, per fare il punto e per chiedere aiuti alle istituzioni

500.000 euro per gli interventi di emergenza nelle aree colpite dal terremoto della scorsa settimana. Li ha destinati la giunta regionale nella riunione di stasera. Le risorse serviranno a far fronte agli interventi che si sono resi necessari per il soccorso, l’assistenza alla popolazione in particolare per la messa a disposizione di alloggi temporanei nei giorni successivi all’evento.

In Lunigiana e Garfagnana la terra trema ancora, seppur mostrando una tendenza all'attenuazione del fenomeno. Lo sciame sismico ha avuto inizio venerdì 21 giugno alle ore 12.33, con una tremenda scossa di magnitudo 5.2, seguita, a distanza di poche ore, da altre due di intensità minore, ma sempre molto forti. Il territorio ha retto bene alle scosse, ma non mancano lesioni e problemi. E soprattutto i timori nella popolazione. Non solo delle scosse possibili, ma anche di esser lasciati soli.

«Il Consiglio dei Ministri ha approvato lo stato di emergenza nazionale per le aree della Lunigiana e della Garfagnana colpite dalla violenta scossa di terremoto di venerdì 21 giugno». Ad annunciarlo è il Sottosegretario alle Infrastrutture e Trasporti Erasmo D’Angelis, che ha seguito fin dall’inizio l’emergenza in Lunigiana e Garfagnana con i sindaci, la Protezione Civile e i volontari.