Giglio

Ultimi contenuti per il percorso 'Giglio'

La Concordia continua ad alzarsi e riemergere e il sollevamento che c'è stato durante la notte si apprezza anche ad occhio nudo. Soprattutto per chi osserva il relitto da Giglio Castello o da i primi tornanti sopra Giglio Porto, dove con lo sguardo si abbraccia la nave in tutti i suoi quasi trecento metri di lunghezza e non solo sul fronte.

Il ponte Italia, il quinto dei tredici ponti «abitati» della ↔Concordia», è già per metà fuori dall'acqua. Lo sarà del tutto nelle prossime ore. Il vento sull'isola del Giglio si è infatti attenuato e i lavori attorno e sotto la nave sono proseguiti spediti, nonostante qualche problema ancora con una delle catene di un cassone, quello più grande che sbandò nei mesi scorsi.

Il ponte sei è già riaffiorato. Nel quarto giorno dall'inizio delle operazioni di rigalleggiamento si lavora soprattutto sott'acqua, a distendere e collegare le catene sotto lo scavo. Aspettando intanto che la Concordia si risollevi ancora e sia pronta a lasciare l'isola dove si è spiaggiata due anni e mezzo fa, sono arrivati ieri i primi risultati delle analisi delle acque campionate lunedì.

È  tornata a galleggiare alle 11 di lunedì 14 luglio, la «Concordia»: 911 giorni dopo il naufragio. Ora è davvero quasi pronta per il corteo funebre che l’accompagnerà nel suo ultimo viaggio verso Genova, a partire da lunedì 21. Ora è davvero possibile aspettarsi che, molto presto, finirà l’incubo per il Giglio e resterà, per sempre, sull’isola e in tutto il mondo, solo il ricordo di 32 vittime innocenti.

Il temporale della notte su Giglio Porto non ha influenzato le operazioni per il rigalleggiamento avviate sul relitto della Concordia. La "fase 9" delle 34 in cui è suddiviso il programma si è appena conclusa; dopo l'arrivo del traghetto delle 8 e 30 è partito il blocco del traffico navale della durata di sei ore e si passerà alle fasi 10 e 11 che precedono il rigalleggiamento vero e proprio.

Il presidente della Regione ha detto che intende «evitare contenziosi» e quindi ha dato il suo assenso alla ordinanza che consentirà di trasportare a Genova il relitto della Costa Concordia. Ma ha chiesto «contestualmente che il Governo dia attuazione all'Accordo di programma per Piombino, che prevede l'assegnazione a quel porto di 44 mila tonnellate di navi militari da smaltire»