Grosseto

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Si svolgerà domani, venerdì 12 giugno, alle 21.30, nel parco Sandro Pertini, a Grosseto, un flash mob in memoria di George Floyd, un gesto simbolico di condanna nei confronti del razzismo. Lo organizzano la Pastorale giovanile della diocesi di Grosseto e la Rete antidiscriminazione grossetana. 

Il vescovo Rodolfo Cetoloni è stato invitato dal Ministro della Difesa, Lorenzo Guerini, ad intervenire alla videoconferenza che si è tenuta questo pomeriggio per la firma dell’atto con cui è stato dato il via libera al Dipartimento dell’amministrazione penitenziaria di acquisire la caserma Barbetti, lungo via Senese a Grosseto, per convertirla in nuova struttura carceraria.

La Madonna del Buon Incontro a Roccastrada; la chiesa Madonna del Giglio a Castiglione della Pescaia; la Medaglia Miracolosa  a Grosseto; il santuario mariano diocesano di Campagnatico. Sono quattro luoghi mariani della diocesi di Grosseto nei quali il vescovo Rodolfo Cetoloni si recherà nei venerdì di maggio per pregare il Rosario, nel mese che la Chiesa dedica tradizionalmente alla preghiera a Maria.

La Chiesa di Grosseto ha fatto festa oggi (domenica) per la Madonna delle Grazie, la cui immagine – dipinta nella seconda metà del ‘400 dall’artista Matteo di Giovanni – è venerata da secoli nella cattedrale. La Madonna delle Grazie è, con san Lorenzo, patrona della città e della diocesi di Grosseto e ogni anno, la prima domenica di maggio, si celebra la sua festa grazie all’impegno del Capitolo della cattedrale e della congregazione mariana, che ne porta avanti la devozione.

Si sta avvicinando la festa annuale della Madonna delle Grazie, patrona – insieme a San Lorenzo – della Città e della Diocesi di Grosseto. La festa viene celebrata sempre la prima domenica di maggio, quest’anno il 3. La festa è preceduta da una novena di preparazione, predicata quest’anno dal canonico Paolo Gentili, vicario generale della Diocesi, e l’alternarsi dei parroci della città nella presidenza della Messa e offrendo un fiore o una pianta alla Madonna.

Che valore ha, nelle dinamiche della vita monastica, il momento dei pasti e come le abitudini, le consuetudini, lo stile e le regole che sovrintendono a questo momento della giornata possono insegnare qualcosa a noi uomini del terzo millennio, immersi spesso in ritmi frenetici al punto che anche il pranzo o la cena, da spazi di convivialità, si trasformano, invece, in momenti vissuti con insofferenza, come una delle mille cose da fare?