Montenero

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Torna fruibile la sala che ospita gli stemmi di tutti i municipi toscani danneggiata dall’alluvione del 2017. Il restauro è stato possibile grazie all’intervento stanziato dal Consiglio regionale. Cerimonia con il presidente dell’Assemblea e il Gonfalone della Regione. Oggi l'offerta dell'olio da parte delle Diocesi toscane.

Era il 15 maggio di 71 anni fa quando la Madonna delle grazie a Montenero veniva proclamata Mater Etruriae. In occasione della festa della patrona della Toscana una diocesi a turno offre l'olio della lampada votiva che arde a fianco del dipinto nel santuario mariano. Quest'anno tocca alla diocesi di Pisa compiere questo gesto a nome di tutte le diocesi della Toscana. 

Nel santuario della Madonna delle Grazie a Montenero – patrona della Toscana - c’è una lampada votiva, dal 1951 alimentata dall’olio fornito, a turno, da una delle diocesi della Toscana. Quest’anno sarà la diocesi di Pisa a fornire l’olio della lampada. Lo farà martedì 15 maggio, festa della patrona.

La nostra regione ha un’offerta ricchissima di luoghi in cui viene proposto un soggiorno fatto di tranquillità, unito a momenti di preghiera e riflessione con le comunità religiose. Dalle rassegne di musica d’organo ai corsi biblici o liturgici, dai corsi di esercizi spirituali a quelli di fitoterapia, secondo l’antica esperienza dei benedettini: sono tante le proposte da santuari, eremi e monasteri toscani. Oltre alla consueta accoglienza nelle foresterie.

«Settant’anni orsono, Pio XII (il 15 maggio 1947) dichiarò la Madonna di Montenero Universae Tusciae Patrona. Da quel giorno le diocesi della Toscana si recano annualmente a turno in pellegrinaggio al Santuario, donando quell’olio che giorno e notte alimenta la lampada posta davanti all’effige». Così il cardinale Giuseppe Betori, arcivescovo di Firenze e presidente della Conferenza Episcopale Toscana, si è espresso durante la Messa che i vescovi toscani hanno concelebrato al santuario di Montenero, nella festa della Madonna patrona della Toscana.

Per ritrovare sé stessi, quella pace che tanto desideriamo, lontani dallo stress del lavoro, del traffico, dai cellulari, dalle preoccupazioni che ogni giorno ci assillano, dove ci si può rifugiare? Semplice. Nei monasteri, nei conventi, negli eremi. Dove ci viene offerto un soggiorno fatto di tranquillità, serenità, unito a momenti di preghiera e di riflessione organizzati dai monaci. Luoghi che consentono di riscoprire l’importanza di condurre un’esistenza semplice, essenziale, di immergersi nella profonda spiritualità che queste antiche mura emanano.