Prato

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«Qui è un far west». Le parole del procuratore di capo di Prato, Piero Tony fotografano una realtà che da queste parti è conosciuta fin troppo, quella dei nuovi schiavi cinesi nelle confezioni tessili. «Un’insostenibile illegalità e sfruttamento», come l’ha definita il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano scrivendo al presidente della Regione Enrico Rossi. Quello che, in queste proporzioni, da queste parti, non si era mai visto è la tragedia che si è consumata alle prime ore di domenica mattina.

Simona Atzori, straordinaria artista milanese affermatasi nella danza quanto nella pittura, sarà a Prato questo sabato 7 dicembre, alle 18, per un incontro-intervista al Teatro Politema (via G. Garibaldi 33, Prato).

«Ieri cominciava l‘Avvento, l'attesa del Natale. Ma ieri a Prato Dio è morto ancor prima di nascere. È morto sulla croce del lavoro ridotto a solo costo». Questo il commento di Stefano Tassinari, vice presidente nazionale delle Acli e responsabile Lavoro, alla notizia del rogo nella fabbrica-dormitorio di Prato in cui sono arsi vivi sette lavoratori schiavi immigrati. «Non basterà la Giustizia a fare giustizia - prosegue Tassinari -.

Questa mattina si è riunito a Prato il consiglio episcopale, presieduto dal vescovo, mons. Franco Agostinelli, e ha pregato per le vittime che ieri hanno perso la vita nell’incendio del Macrolotto. In accordo con il cappellano della comunità cattolica cinese di Prato, don Francesco Saverio Wang, la diocesi ha deciso di promuovere una veglia di preghiera: domenica 8 dicembre, alle 16,30, dopo la consueta messa in cinese alla parrocchia dell’Ascensione al Pino – in cui si ritrova la comunità orientale – il presule pratese sarà presente per ricordare le vittime del tragico rogo che è costato la vita a sette persone.

«Da Prato sale un grido di dolore per chi è continuamente sfruttato sul lavoro. Prato è la nuova Rosarno»: lo afferma oggi al Sir monsignor Giancarlo Perego, direttore generale della Fondazione Migrantes, commentando la tragedia del rogo nella fabbrica tessile a Prato, con sette morti e due feriti tra i lavoratori cinesi. 

Dure prese di posizione della Cisl in merito alla tragedia al Macrolotto di Prato, dove sette operai cinesi sono morti per l'incendio della fabbrica dove lavoravano e vivevano in condizioni disulamen. «Tutti sanno che da anni tra Firenze e Prato ci sono centinaia, se non migliaia, di persone che vivono e lavorano in condizioni praticamente di schiavitù», ha dichiarato Roberto Pistonina, segretario generale della Cisl di Firenze e Prato.

Tragico incendio stamani in una fabbrica di confezioni gestita da cinesi e situata nel Macrolotto a Prato. ià sette le vittime accertate e due i feriti gravi. Dura presa di posizione del vescovo Agostinelli: «E' l'ora di dire basta a condizioni di lavoro disumane in mnezzo a noi».

Dolore e costernazione. Sono i sentimenti dei cattolici pratesi appresa la notizia degli attacchi sacrileghi al Crocifisso di San Leonardo da Porto Maurizio in San Pier Forelli e a quello miracoloso di San Bartolomeo sul Mercatale. Li esprime a caldo il Vicario generale mons. Nedo Mannucci, anche a nome del Vescovo, in trasferta oggi a Roma per impegni della Conferenza Episcopale Italiana.

La fecondazione, l'aborto chimico e le pillole dei «giorni dopo» sono al centro della conferenza su temi eticamente sensibili promossa sabato 16 novembre a Prato dal Centro aiuto alla vita e dal Movimento per la vita, al Centro di bioetica «Gianna Beretta Molla» ed all'Associazione medici cattolici italiani di Prato (ore 15,30 - salone Palazzo vescovile).

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