Siena

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Il vaccino pensato a Oxford e prodotto dalla multinazionale AstraZeneca protegge fino a dodici settimane dopo la prima dose e, nei due terzi dei casi, ferma il virus rendendo la persona vaccinata non più contagiosa. La notizia, che proviene da uno studio anticipato dalla rivista “Lancet”, al quale hanno collaborato università di tutto il mondo, tra le quali anche quella di Siena, occupa le prime pagine di tutti i quotidiani questa mattina. 

Microcredito di Solidarietà, Arci Siena e Arci Toscana hanno firmato un accordo per favorire l’integrazione dei cittadini stranieri inseriti nel programma di protezione internazionale promosso dal Ministero dell'Interno e denominato SAI/SIPROIMI. Il progetto ministeriale, che nel territorio senese vede come capofila la SdS Alta Valdelsa e soggetti attuatori Arci Siena in ATI con Arci Toscana, prevede, infatti, fra i propri obiettivi l’integrazione dei beneficiari attraverso la ricerca di opportunità formative, lavorative e alloggiative sul territorio e l’avvio di percorsi individualizzati di autonomia. 

“Quella di una banca così ricomposta, senza una propria autonomia e con una durata limitatissima nel tempo, è un’ipotesi che non ha alcuna ragione di esistere, nemmeno nelle più fantasiose delle menti. E quindi è pressoché inutile. Anche perché sarebbe un’operazione priva di respiro industriale e motivazionale, soprattutto per i dipendenti, per i clienti attuali, potenziali ed eventuali investitori”. A sottolinearlo Emanuela Anichini segretario generale Cisl Siena a proposito del futuro di Banca Mps. 

«Sono orgoglioso di poter dirigere l’Azienda ospedaliero-universitaria della città in cui mi sono formato e sono docente. Nell’interesse dei nostri pazienti e con il supporto della Regione Toscana, i principali obiettivi da perseguire sono l’ammodernamento del patrimonio immobiliare e il potenziamento della nostra efficacia. Mi impegnerò per rafforzare la collaborazione dentro l’azienda e fra questa, l’Università e le altre istituzioni. La cooperazione è essenziale perché in gruppo si può certamente operare meglio di quanto possiamo fare come singoli. Metterò a servizio della nostra Azienda le mie competenze e l’esperienza acquisita in dieci anni di direzione dell’amministrazione regionale e ricercherò il contributo di tutti coloro i quali condividono l’obiettivo di fare più grande la nostra Azienda».

“La visita alla casa di reclusione di Ranza è il proseguimento di un percorso che ho intrapreso appena arrivato in questa arcidiocesi. Il mondo del carcere rappresenta uno di quei ‘percorsi della misericordia’, che Papa Francesco ci ha invitato a percorrere per raggiungere tutte quelle periferie del mondo che oggi più che mai hanno bisogno di sostegno ed accompagnamento”.