Tratta esseri umani

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«Come vescovo di Roma, desidero ringraziare l'Esercito della Salvezza anche per quello che sta facendo in questa città in favore delle persone senzatetto ed emarginate. Ce ne sono tante! E conosco anche il vostro ampio coinvolgimento nella lotta contro la tratta di esseri umani e altre forme attuali di schiavitù. Dio benedica questo vostro impegno!». È l'omaggio del Papa alla delegazione dell'Esercito della Salvezza, guidata dal generale Brian Peddle e ricevuta in udienza.

Serve una vera e propria «rivoluzione culturale» per combattere «mali sociali» come la tratta degli esseri umani e la xenofobia. Ne è convinto il Papa, che, ricevendo oggi in udienza i partecipanti all'incontro del Segretariato per la giustizia sociale e l'ecologia della Compagnia di Gesù, ha esortato i suoi confratelli ad «annunciare la fede e promuovere la giustizia», dedicandosi in primo luogo al servizio dei poveri e degli emarginati.

Ripensare le ministerialità della Chiesa, alla luce dei parametri della sinodalità: è una delle indicazioni emerse dalla decima Congregazione generale, a cui ieri pomeriggio hanno partecipato 177 padri sinodali alla presenza del Papa, che a fine Congregazione ha preso la parola, tornando a riflettere su alcuni temi emersi durante i lavori ed evidenziando alcuni spunti che lo hanno colpito maggiormente.

Papa Francesco ha incontrato ieri in udienza privata le 86 delegate, provenienti da 48 Paesi, della rete delle religiose contro la tratta «Talitha kum». Sono in questi giorni a Roma per l'assemblea generale in occasione dei dieci anni dalla nascita di questo grande network presente in 92 Paesi, con 44 reti nazionali nei cinque continenti. Dieci suore sono state premiate per il loro impegno: da Nigeria, Italia, Thailandia, Perù, Canada, Stati Uniti, Australia, Filippine, India. 

«Qualsiasi forma di prostituzione è una riduzione in schiavitù, un atto criminale, un vizio schifoso che confonde il fare l'amore con lo sfogare i propri istinti torturando una donna inerme. È una ferita alla coscienza collettiva, una deviazione all'immaginario corrente». Lo scrive Papa Francesco nella prefazione del libro «Donne Crocifisse», pubblicata oggi su In Terris (www.interris.it). 

Nella preghiera conclusiva della Via Crucis al Colosseo, Papa Francesco ha fatto un elenco di tutte  le «croci del mondo»: dai migranti ai bambini, dalla «umanità che vaga nel buio dell’incertezza e dell’oscurità della cultura del momentaneo» alle famiglie «spezzate dal tradimento, dalle seduzioni del maligno o dall’omicida leggerezza e dall’egoismo»... Ecco il testo integrale.