Tratta esseri umani

Ultimi contenuti per il percorso 'Tratta esseri umani'

Un appello a farsi carico dei «nuovi crocifissi» di oggi e dei «troppi calvari sparsi per il mondo». A lanciarlo è suor Eugenia Bonetti, nelle meditazioni scritte per la Via Crucis su incarico del Papa. Le storie di madri, bambini, migranti, vittime delle tratta e di trafficanti senza scrupoli, mentre noi ci rintaniamo nelle nostre «cittadelle blindate», sono un invito a farsi carico di queste «vie dolorose» rompendo il circolo colpevole del silenzio, dell'ipocrisia e dell'indifferenza. Tutti siamo responsabili, ognuno di noi può fare qualcosa. Soprattutto le donne

La tratta di persone «è una delle manifestazioni più drammatiche» della «tendenza alla mercificazione dell'altro, che ho più volte denunciato». A ribadirlo è stato il Papa, ricevendo oggi in udienza i partecipanti alla Conferenza internazionale sulla tratta di persone, organizzata dalla Sezione migranti e rifugiati del Dicastero per il servizio dello sviluppo umano integrale in questi giorni alla Fraterna Domus di Sacrofano.

Fare gli auguri alle donne, in realtà, vuol dire rivolgerli all'intera comunità nazionale. Perché la componente femminile è parte, oltre che essenziale, decisiva della nostra società». Lo ha detto oggi il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, intervenendo alla cerimonia, in Quirinale, per la Giornata internazionale della donna, dedicata quest'anno al tema «Mai più schiave».

«Il cammino di Gesù verso il Calvario è un cammino di sofferenza e solitudine che continua ai nostri giorni». Nel Campo Santa Maria la Antigua, sul lungomare della città-istmo che si affaccia sul Pacifico, Francesco abbraccia per la seconda volta a Panama i suoi giovani, insieme alla Croce della Gmg, e sceglie di farlo con una preghiera in cui trovano posto tutti i volti concreti della sofferenza e dei mali che sfigurano e disumanizzano la nostra società, ad ogni latitudine. (testo integrale del discorso del Papa)

L'implementazione del Global Compact for Migration «aiuterà tutti i governi, così come le entità non governative, comprese le organizzazioni religiose, a gestire collettivamente la migrazione in modo più sicuro, ordinato e regolare, cosa che nessuno Stato può ottenere da solo». Lo ha detto ieri il cardinale segretario di Stato Pietro Parolin, capo della Delegazione della Santa Sede, nell'intervento pronunciato nel corso del dibattito generale alla Conferenza intergovernativa «Adopt the Global Compact for Safe, Orderly and Regular Migration» che si chiude oggi a Marrakech (Marocco).