Angelo Bagnasco

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Il lavoro della Commissione episcopale sul «riassetto» e l'eventuale riduzione delle diocesi italiane - 226 su un territorio di 300mila chilometri quadrati, caso unico al mondo - «è durato alcuni anni e ora si è concluso da almeno un anno o due, e i risultati sono stati presentati alla Congregazione dei vescovi». A riferirlo al Papa, a proposito della sua proposta fatta ieri, durante la «professio fidei» dei vescovi italiani nella basilica vaticana, è stato il cardinale Angelo Bagnasco, che nella conferenza stampa conclusiva della 65ª assemblea della Cei è stato interrogato in proposito. (testo comunicato)

Essere pastori vuol dire camminare in mezzo e dietro al gregge chinandosi su quanti il Signore ci ha affidato, attenti a rialzare e a infondere speranza. Lo ha affermato ieri pomeriggio Papa Francesco, nella Basilica di San Pietro, durante la Professione di Fede dell'Episcopato italiano. Prima dell'omelia di Papa Francesco, il cardinale Angelo Bagnasco, presidente della Conferenza episcopale italiana, aveva rivolto un indirizzo di saluto al Santo Padre, ricordando come il cammino delle diocesi sia scandito dall'annuncio del Vangelo e dalla testimonianza della carità.

«La gioia del primo incontro» col nuovo pontefice da parte di tutti i Vescovi italiani e «il desiderio di riconoscerci nella fede nel Signore Gesù e partecipi del mistero luminoso della Chiesa»: sono i due sentimenti espressi dal card. Angelo Bagnasco, arcivescovo di Genova e presidente della Conferenza episcopale italiana, nel saluto rivolto questa sera a Papa Francesco durante la celebrazione della «professio fidei» nella basilica di S. Pietro.

«Il bene comune, che la buona politica deve avere come valore superiore, pretende la capacità di anteporre all'interesse personale o di parte il bene generale, cioé il bene del Paese». Lo ha detto il presidente della Conferenza episcopale italiana, card. Angelo Bagnasco, nella prolusione di apertura dei lavori della 65a Assemblea generale della Cei che si terrà, in Vaticano nell'Aula del Sinodo, fino al 24 maggio.

«La sciagura che ha colpito il nostro Porto ha lasciato incredula e stordita l'intera città ma, soprattutto, ha ferito le famiglie delle nove vittime e dei quattro feriti». Lo ha detto il presidente della Cei e arcivescovo di Genova, il card. Angelo Bagnasco, nell'omelia dei solenni funerali per le vittime dell'incidente nel Porto di Genova. «A tutti, militari e civili, - ha proseguito il card. Bagnasco - va l'abbraccio affettuoso di Genova, della Capitaneria di Porto e della Marina Militare, l'abbraccio dell'intero Paese che, di fronte a tanto dolore, s'inchina, e invoca ché mai più accada».

«È stato un incontro stupendo, durante il quale il Papa ha dimostrato grande interesse per il lavoro che stiamo facendo. Gli abbiamo presentato le attività del Ccee appena svolte e quelle in calendario e i temi più rilevanti che stiamo affrontando su scala europea», fra cui la libertà religiosa e il sostegno all'iniziativa europea «Uno di Noi» per la tutela dell'embrione e della vita fin dal suo concepimento. Il card. Péter Erdő, arcivescovo di Esztergom-Budapest e presidente del Consiglio delle Conferenze episcopali d'Europa, riferisce dell'udienza concessa oggi alla presidenza Ccee da papa Francesco.

Al momento sono 5 le vittime accertate. Quattro persone sono ricoverate in ospedale, ed altrettante risultano ancora disperse. Appresa la notizia del drammatico incidente, il sindaco di Livorno Alessandro Cosimi ha scritto un telegramma al primo cittadino di Genova Marco Doria e uno alla famiglia del pilota livornese, Michele Robazza, che ha perso la vita insieme ad altri colleghi. 

Dopo aver espresso apprezzamento per la scuola statale nella relazione che ha aperto oggi il laboratorio nazionale Cei a Roma, il cardinale ha fatto riferimento alle scuole paritarie sostenendo che «il carattere pubblico delle scuole paritarie è affermato dal Parlamento italiano con la legge numero 62 del 2000 che, rifacendosi al principio costituzionale sulla libertà educativa ora richiamato, sancisce che ‘il sistema nazionale di istruzione è costituito dalle scuole statali e dalle scuole paritarie private e degli enti locali'».