Betori

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Ci sono voluti due anni e mezzo di lavori per veder conclusa la costruzione della nuova chiesa dedicata a S. Cresci e Sacra Famiglia a Sagginale, piccola frazione di Borgo San Lorenzo. E sabato 2 aprile alle 16.30 l’arcivescovo di Firenze, cardinale Giuseppe Betori, ha presieduto alla solenne dedicazione.

Papa Francesco torna a volgere il suo sguardo di amore su Firenze e i fiorentini. E questa volta lo fa con un telegramma inviato al Cardinale Arcivescovo, Giuseppe Betori, per ringraziare la comunità del suo impegno nel ricordare la visita di Paolo VI, la notte di Natale del 1966, e il suo regalo alla città, nell’ambito delle cerimonie indette per il 50° dell’Alluvione. Nel telegramma, a firma del Cardinale Segretario di Stato del Pontefice, Pietro Parolin, si legge: «In occasione del 45° anniversario dell’inaugurazione della Casa per Anziani Paolo VI, dono del Beato Pontefice e segno di sollecitudine in un momento tanto doloroso a causa della devastante alluvione, Sua Santità Papa Francesco, rivolge il suo beneagurante pensiero, esprimendo compiacimento per la provvidenziale realizzazione che, nata dal cuore di Pastore buono del Beato Papa, ha continuato il suo fecondo servizio agli anziani, animata da sentimenti di sincera carità cristiana e da amore al prossimo».

«Vivere la Quaresima richiede dunque anzitutto diventare consapevoli del nostro peccato come allontanamento da Dio, come opposizione a lui, come sostituzione di lui, e nel contempo riconoscere la sua fedeltà oltre ogni nostro tradimento». Lo ha detto il cardinale Giuseppe Betori nell'omelia durante la Messa del Mercoledì delle Ceneri, in Cattedrale.

«Passando attraverso la Porta Santa, che oggi abbiamo aperto in questa cattedrale e che nei prossimi giorni apriremo nelle due basiliche mariane della Chiesa fiorentina, sentiamoci chiamati a questa testimonianza evangelica per il nostro tempo, perché guardando alla nostra esistenza il mondo possa riscoprire il volto misericordioso di Dio e lasciarsi riconciliare con lui». Con queste parole, il Cardinale  Giuseppe Betori, come previsto nella Bolla di indizione del Giubileo straordinario della Misericordia, ieri, nella Terza domenica di Avvento, ha aperto la «Porta della Misericordia» della Cattedrale di Firenze. In diocesi verranno aperte altre due porte: sabato 19 dicembre alle 18 quella della basilica di Santa Maria all’Impruneta e la mattina di domenica 20 dicembre quella del santuario della Santissima Annunziata.

Mentre Papa Francesco apre la Porta santa della cattedrale di Bangui, in Centrafrica, anche la Chiesa fiorentina si prepara ad aprire le sue porte della misericordia.
La Bolla di indizione del Giubileo, Misericordiae vultus, prevede infatti che l’Anno Santo straordinario si apra martedì 8 dicembre, festa dell’Immacolata (e cinquantesimo anniversario della chiusura del Concilio), quando il Papa aprirà la Porta santa della basilica di San Pietro. La domenica successiva, terza di Avvento, è previsto che una analoga «Porta della Misericordia» venga aperta in ogni diocesi: «Ogni Chiesa particolare - scrive il Papa - sarà direttamente coinvolta a vivere questo Anno Santo come un momento straordinario di grazia e di rinnovamento spirituale. Il Giubileo, pertanto, sarà celebrato a Roma così come nelle Chiese particolari quale segno visibile della comunione di tutta la Chiesa».