Betori

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La Chiesa fiorentina si è riunita domenica 13 novembre in Cattedrale, intorno al suo arcivescovo, il Cardinale Giuseppe Betori, per la celebrazione eucaristica di conclusione del Giubileo Straordinario della Misericordia indetto da Papa Francesco. In tutte le chiese del mondo domenica si sono chiuse le Porte sante, mentre per Roma il Papa farà questo gesto ufficiale domenica 20 novembre solennità di Cristo Re; in questa giornata sarà presente a Roma anche il nostro Arcivescovo a nome della chiesa fiorentina: «condividerò con il Papa - ha detto Betori nella sua omelia – la gioia per il dono che egli ha fatto alla chiesa universale e al mondo di questa esperienza straordinaria di incontro con il volto misericordioso di Dio».

«Quando Papa Benedetto XVI mi fece sapere che voleva nominarmi arcivescovo di Firenze, il mio pensiero fu che un bastone a Firenze lo avevo già preso in mano: non era però un pastorale, bensì un badile. Mi dissi che poteva ben essere il segno del mio ministero di vescovo: come allora dovevo mettermi accanto alla gente del popolo – a Firenze nel 1966 non spalai il fango nobile di biblioteche, musei e chiese, ma quello umile delle cantine! – e mettermi a servizio di questa città». Così il Cardinale Giuseppe Betori, arcivescovo di Firenze, è intervenuto alla commemorazione del cinquantesimo dell'Alluvione, in Palazzo Vecchio, alla presenza del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella.

«La santità, nella sua realtà più profonda, è un martirio, in quanto implica una cessione della propria persona per accogliere in sé quella di Cristo. Un passaggio difficile per l’uomo contemporaneo, preda dell’ebbrezza dell’affermazione di sé ad ogni costo, sedotto dal pensiero che il proprio io sia tutto. Il contrario del martire, il quale ritiene che il proprio io sia un bene da donare e non da trattenere egoisticamente per sé, per acquisire un’assimilazione più piena al Signore, diventando una cosa sola con lui».
Così il cardinale Giuseppe Betori ha invitato a riflettere sulla santità, durante la Messa celebrata in Cattedrale nella festa di Tutti i Santi.

«Gesù Cristo ci precede sempre; e quando noi arriviamo, Lui stava già aspettando. Lui è come il fiore del mandorlo: è quello che fiorisce per primo, e annuncia la primavera. (…) Solo chi è stato accarezzato dalla tenerezza della misericordia, conosce veramente il Signore». È il nucleo centrale delle parole di papa Francesco che Elia Carrai, Marco Galati, Vishal Machunkal e Pierre-Emmanuel Sékulic hanno scelto per il «santino» a ricordo della loro ordinazione diaconale, che come immagine riporta la vetrata del Padre misericordioso nella cattedrale statunitense di Charleston. Parole adeguate per una celebrazione avvenuta nell’ambito del Giubileo straordinario della misericordia, ma che al tempo stesso sono tra le più significative di questo pontificato, con quel riferimento a Gesù che «ci primerea» rimasto nella memoria di tutti e che per i quattro giovani all’ultima tappa del cammino verso il sacerdozio è certezza di vita.

Domenica 25 settembre, per il Giubileo della famiglia, centinaia di persone hanno dato vita al pellegrinaggio da San Miniato alla Cattedrale, dove hanno attraversato la Porta della Misericordia. Al termine la Messa presieduta dal cardinale Betori con il «mandato» agli operatori pastorali. La croce e le fiaccole aprivano la strada, i fazzoletti blu attorno al collo dei pellegrini hanno contraddistinto la processione lungo le vie della città.
Sabato 8 ottobre invece inizia il percorso diocesano di formazione su «Amoris laetitia», il documento di Papa Francesco sulla famiglia: sette incontri al centro Spazio Reale di San Donnino, dalle 15 alle 18,30. Ad aprire il cammino sarà il cardinale Ennio Antonelli, Presidente emerito del Pontificio Consiglio per la Famiglia.

«Com’è noto, i padri Cistercensi lasciano la Certosa del Galluzzo. Si sta collaborando con la Soprintendenza alle Belle Arti e Paesaggio di Firenze, Prato e Pistoia, cui il complesso è affidato dal Demanio, che ne è proprietario, al fine di garantire la presenza di una comunità religiosa, che possa dare continuità alla grande tradizione della Certosa come centro di spiritualità. È in via di definizione l’accordo con la Comunità di San Leolino». È una delle notizie che il cardinale Giuseppe Betori ha presentato ai preti della diocesi durante l’assemblea di Lecceto, che come tradizione ha aperto l’anno pastorale della Chiesa fiorentina.

La «Festa diocesana della famiglia» è ormai un appuntamento fisso della Diocesi di Firenze che, da15 anni, vede tante persone riunirsi per sentirsi un’unica famiglia. Ogni anno la commissione diocesana di pastorale familiare ha lavorato con i suoi responsabili per proporre una formula diversa che aiutasse a rendere la giornata un evento di chiesa in festa.

"Sono lieto di segnalare che giungono riscontri oggettivi di avanzamento di concreti progetti per il recupero del complesso di Sant’Orsola, secondo l’auspicio qui avanzato lo scorso anno, progetti che dovrebbero giungere a breve a una risolutiva definizione; ne siamo grati ai responsabili dell’amministrazione della città". Lo ha affermato il cardinale Giuseppe Betori celebrando questa mattina la Messa nella basilica di Sano Lorenzo, a Firenze, in occasione della festa del patrono della chiesa intorno a cui si sono formate le radici del cristianesimo a Firenze.

"Non crediamo che la misericordia sia una caramella che addolcisce la vita. La misericordia è impegnativa perché ci porta a sanare le ferite delle persone. Sentiamoci strumenti forti, fino a compromettere la nostra vita per la verità di Dio che è amore". L'ha detto il Cardinal Betori durante l'omelia della Messa con i giovani della diocesi di Firenze e quelli di San Miniato, celebrata a Cracovia.