Betori

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“Il cambiamento epocale che si produce davanti ai nostri occhi ci obbliga ad interrogarci nuovamente sull'identità della nostra fede”. E’ il concetto espresso da padre Christoph Theobald, gesuita, docente di teologia fondamentale e dogmatica al Centro Sevres di Parigi, al convegno promosso dalla Commissione cultura e comunicazione della Conferenza Episcopale Toscana sul tema “Umiltà, disinteresse, beatitudine.

Domenica 17 novembre la Chiesa celebra la Giornata mondiale dei poveri: in questa occasione, 55 persone della diocesi di Firenze che si trovano in una situazione di fragilità parteciperanno alla Messa celebrata da Papa Francesco e pranzeranno con lui in Aula Paolo VI. Ma la giornata dei poveri si celebra anche a Firenze, dove il cardinale Giuseppe Betori pranzerà alla «Casa della Carità» di via Corelli.

Da oggi c'è un motivo in più per entrare nella cattedrale di Santa Maria del Fiore: venerare il Beato Ippolito Galantini. L'urna che contiene il corpo è stata esposta davanti al presbiterio, offerta alla preghiera dei fedeli nel quarto centenario.  L'occasione per pregare davanti alla reliquia del Beato è stata la Messa con cui la diocesi di Firenze ha aperto l'anno pastorale, con il Mandato agli animatori pastorali e la ripresa del Cammino sinodale.

"La Toscana, le sue Chiese e le sue città, a nome dell’Italia intera viene oggi da San Francesco, con il segno dell’offerta dell’olio che alimenterà la lampada che arde di fronte alla sua tomba. Un gesto con cui si intende rinnovare il desiderio e la volontà di ispirarsi alla testimonianza lasciata a tutti noi dal Poverello". Sono le prime parole del cardinale Giuseppe Betori nell'omelia nella basilica di San Francesco.

«Sono lieto che la Visita pastorale possa arricchirsi non solo di incontri all’interno della comunità parrocchiali del Vicariato, ma anche di dialoghi con istituzioni e soggetti sociali, anzitutto il Consiglio Comunale e poi le realtà produttive e il mondo del lavoro del territorio». Lo scrive il cardinale Giuseppe Betori nella lettera con cui ha risposto al sindaco Sandro Fallani, che gli dava il benvenuto per la visita pastorale nel territorio scandiccese che si apre sabato 21 settembre

«Il pellegrinaggio dei vescovi greco-cattolici ucraini dev’essere letto come testimonianza di unità della Chiesa. Ma anche come l’occasione per riflettere sul tema della sofferenza». Lo ha dichiarato il card. Giuseppe Betori, arcivescovo di Firenze, al termine dei tre giorni di pellegrinaggio dei 22 vescovi della Chiesa greco-cattolica ucraina, che sono arrivati da tutto il mondo per venerare la reliquia di san Giovanni Crisostomo.

«Le difficoltà che attraversiamo a livello senz’altro politico, ma anche di istituzioni, soprattutto di assetti sociali hanno una radice profonda, che tocca il sistema di valori su cui si dovrebbe reggere una società». Sono queste le parole che il cardinale Giuseppe Betori, arcivescovo di Firenze, ha rivolto stamani a preti e diaconi della Chiesa fiorentina, riuniti all’eremo di Lecceto per la «tre giorni» del clero.