Betori

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«Come clero fiorentino ci sentiamo particolarmente onorati dalla decisione del Papa e dobbiamo sentire rafforzata la nostra responsabilità nel custodire in modo fedele e creativo l’eredità che don Milani e, con lui, tutti i protagonisti del cattolicesimo fiorentino della metà del Novecento ci hanno lasciato. È un’eredità che chiama a un serio radicamento nella fede e nella vita spirituale, a una comprensione sempre più profonda del legame del Vangelo con la storia, a una compromissione senza riserve per i fratelli, specialmente per quanti soffrono». Lo ha affermato il cardinale Giuseppe Betori durante l'assemblea diocesana del clero a Monte Senario.

Le prime misure relative alla sicurezza e alla viabilità della zona di Barbiana sono state definite dal comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica, che si è riunito stasera a Palazzo Medici Riccardi,  alla presenza del cardinale Giuseppe Betori, del comandante della Gendarmeria Vaticana, Domenico Giani, delle autorità di pubblica sicurezza presso la Santa Sede, il prefetto Gianfelice Bellesini e la dirigente Maria Rosaria Maiorino.

«Settant’anni orsono, Pio XII (il 15 maggio 1947) dichiarò la Madonna di Montenero Universae Tusciae Patrona. Da quel giorno le diocesi della Toscana si recano annualmente a turno in pellegrinaggio al Santuario, donando quell’olio che giorno e notte alimenta la lampada posta davanti all’effige». Così il cardinale Giuseppe Betori, arcivescovo di Firenze e presidente della Conferenza Episcopale Toscana, si è espresso durante la Messa che i vescovi toscani hanno concelebrato al santuario di Montenero, nella festa della Madonna patrona della Toscana.

Secondo una tradizione ormai consolidata, il cardinale Giuseppe Betori si è recato questa mattina in Palazzo Vecchio per consegnare al sindaco Dario Nardella, alla Giunta e al Consiglio comunale il messaggio di Papa Francesco per la Giornata mondiale per la pace. Parlando della nonviolenza (argomento del messaggio del Papa) l'Arcivescovo ha ricordato che «la nostra comunità ha espresso due testimoni di prima grandezza della nonviolenza: padre Ernesto Balducci e don Lorenzo Milani»