Betori

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Il cardinale Elia Dalla Costa, arcivescovo di Firenze dal 1931 al 1958, potrebbe essere presto nominato "venerabile": a fine mese infatti si riunirà la plenaria della Congregazione per le Cause dei Santi che potrebbe dare il via libera al decreto per il riconoscimento delle virtù eroiche, da sottoporre poi alla firma del Papa.

Di fronte alle grandi questioni bioetiche di questi giorni “bisogna saper ascoltare, questo è fondamentale: essere sempre in atteggiamento di grande rispetto nei confronti di tutti, anche se evidentemente non si possono condividere tutte le scelte”. Lo ha affermato il cardinale Pietro Parolin, Segretario di Stato Vaticano, intervenuto questa mattina nel Seminario di Firenze a una incontro di spiritualità per sacerdoti, diaconi e religiosi.

«La Quaresima segna l’inizio per la nostra Chiesa fiorentina di un cammino che, aderendo all’invito che un anno e mezzo fa Papa Francesco fece in questa cattedrale, vuole ripercorrere, in forma sinodale, tale da coinvolgerci tutti, i tratti essenziali della sua esortazione apostolica Evangelii Gaudium, al fine di individuare quali scelte di conversione ci sono chieste dal tempo che viviamo per essere davvero fedeli al vangelo di Gesù». È questo l'annuncio che il cardinale Giuseppe Betori ha fatto durante la Messa nel Mercoledì delle Ceneri in Cattedrale.

Con la Quaresima torna in Battistero anche l’appuntamento con la «lectio divina» quaresimale proposta dal cardinale Giuseppe Betori. Un percorso spirituale che quest’anno si arricchisce di una importante collaborazione musicale con la Scuola di Musica di Fiesole. Le meditazioni infatti saranno incentrate sul racconto evangelico della crocifissione e saranno accompagnate dal noto capolavoro di Haydn, «Le sette ultime parole di Cristo sulla croce» scritto per la cattedrale di Cadice come accompagnamento alle liturgie del Venerdì Santo.

La Messa nella festa dell'Immacolata, nella cattedrale di Santa Maria del Fiore a Firenze, è stata presieduta dal cardinale Ernest Simoni, il sacerdote albanese (da alcuni anni residente a Firenze, presso alcuni parenti) la cui storia fece piangere di commozione Papa Francesco, che ha voluto rendere omaggio alla sua testimonianza di fede consegnandoli la berretta cardinalizia nel recente Concistoro. 

Prende forma nel quartiere di Novoli la 'Casa della Carità' il condominio solidale dedicato ad anziani soli, bambini e persone svantaggiate. Si tratta di un progetto innovativo, nella forma e nella gestione, nato per dare una riposta concreta all'esigenza di servizi e housing sociale in uno dei quartieri periferici più popolosi di Firenze.

Sabato 26 novembre è stato presentato a Firenze nel Salone Brunelleschi dell’Istituto degli Innocenti il libro di Michele Gesualdi «Don Lorenzo Milani. L’esilio di Barbiana» (Edizioni San Paolo). Dopo i saluti di Eugenio Giani e Paolo Bambagioni, sono intervenuti lo storico Andrea Riccardi, l’ex direttore di Famiglia Cristiana don Antonio Sciortino, il docente di filosofia Lauro Seriacopi.
Alla presentazione ha portato il suo saluto anche il cardinale Giuseppe Betori, che ha delineato un profilo di don Lorenzo Milani partendo dal libro di Gesualdi: ecco il testo integrale dell’intervento dell’Arcivescovo. 

La Chiesa fiorentina si è riunita domenica 13 novembre in Cattedrale, intorno al suo arcivescovo, il Cardinale Giuseppe Betori, per la celebrazione eucaristica di conclusione del Giubileo Straordinario della Misericordia indetto da Papa Francesco. In tutte le chiese del mondo domenica si sono chiuse le Porte sante, mentre per Roma il Papa farà questo gesto ufficiale domenica 20 novembre solennità di Cristo Re; in questa giornata sarà presente a Roma anche il nostro Arcivescovo a nome della chiesa fiorentina: «condividerò con il Papa - ha detto Betori nella sua omelia – la gioia per il dono che egli ha fatto alla chiesa universale e al mondo di questa esperienza straordinaria di incontro con il volto misericordioso di Dio».

«Quando Papa Benedetto XVI mi fece sapere che voleva nominarmi arcivescovo di Firenze, il mio pensiero fu che un bastone a Firenze lo avevo già preso in mano: non era però un pastorale, bensì un badile. Mi dissi che poteva ben essere il segno del mio ministero di vescovo: come allora dovevo mettermi accanto alla gente del popolo – a Firenze nel 1966 non spalai il fango nobile di biblioteche, musei e chiese, ma quello umile delle cantine! – e mettermi a servizio di questa città». Così il Cardinale Giuseppe Betori, arcivescovo di Firenze, è intervenuto alla commemorazione del cinquantesimo dell'Alluvione, in Palazzo Vecchio, alla presenza del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella.