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Gratitudine per i sacerdoti e per le comunità parrocchiali per l'impegno che ha permesso di riprendere la vita liturgica. Le prospettive per le attività estive con i ragazzi e per il proseguimento, a settembre, delle attività pastorali. La preoccupazione per le scuole paritarie. Il parere favorevole alla causa di beatificazione di don Divo Barsotti. Sono alcuni dei temi del comunicato della Conferenza Episcopale Toscana, che si è riunita in videoconferenza. Ecco il testo integrale.

“E’ una grande gioia, per le nostre Chiese, poter tornare a vivere con il popolo le celebrazioni liturgiche, poter riprendere la condivisione, in forma comunitaria, della Mensa Eucaristica”. Lo scrivono i Vescovi della Toscana in una Lettera alle comunità, che viene inviata in occasione della ripresa delle celebrazioni con il popolo. Qui il testo integrale da scaricare

"A nome dei Vescovi delle Chiese della Toscana esprimo vivo compiacimento per il Protocollo firmato in data odierna dal Presidente della C.E.I., dal Presidente del Consiglio e dal Ministro dell’Interno, in cui vengono determinate le modalità con cui sarà possibile riprendere le celebrazioni liturgiche con il popolo a partire dal 18 maggio". Inizia così una dichiarazione del cardinale Giuseppe Betori, arcivescovo di Firenze e presidente della Cet. 

Monsignor Andrea Migliavacca, delegato della Conferenza Episcopale Toscana per la pastorale della salute e Vescovo di San Miniato, ha benedetto questa mattina le due ambulanze che la Federazione regionale delle Misericordie della Toscana ha allestito  con i dispositivi e le strumentazioni necessari per intervenire sui pazienti affetti da Covid-19, grazie alla donazione effettuata dalla CET.

I Vescovi delle Diocesi della Toscana hanno deciso di effettuare un gesto di partecipazione e di solidarietà per l’emergenza sanitaria che sta colpendo anche il nostro territorio, dando un contributo per attrezzare alcune ambulanze per intervenire sui pazienti affetti da Coronavirus. Al fondo devoluto dalla Conferenza Episcopale Toscana, ogni vescovo contribuirà devolvendo un mese del proprio stipendio.

"Pregare in casa non deve essere inteso come una privazione, ma come occasione per riconoscere la grandezza della vita familiare". Così i vescovi toscani nel nuovo comunicato. Nel frattempo, "riteniamo di poter mantenere aperte le nostre chiese, come segno di una Chiesa che resta presente alla vita delle comunità". L'apertura delle chiese però "può esserci a condizione che si possa garantire un rassicurante adeguato livello sanitario". Ecco il testo integrale del comunicato