Gualtiero Bassetti

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“Oggi più che mai è richiesta ai cristiani la forza di scrutare i segni dei tempi e di dire parole profetiche, con le labbra e, contemporaneamente, con la testimonianza di vita”. Lo ha detto il card. Gualtiero Bassetti, presidente della Cei, nella messa celebrata questa mattina al Meeting di Rimini, che si chiude oggi nella città romagnola. 

“Da un po’ di tempo, ha preso forma un dibattito pubblico che si interroga sul mondo ‘dopo’ la pandemia: un mondo diverso da quello attuale (forse) in cui bisognerà ripensare se stessi e il sistema di relazioni interpersonali. Tutto giusto ed encomiabile. A me sembra, però, che questa pandemia, così improvvisa e sconvolgente, ci interroga soprattutto sull’oggi”. Così esordisce nel suo ultimo scritto-riflessione il cardinale arcivescovo di Perugia-Città della Pieve e presidente della Cei Gualtiero Bassetti, pubblicato dal settimanale cattolico “La Voce” nel numero in edicola venerdì 7 agosto.

“Il calo delle nascite, oggi, è una vera emergenza italiana. E probabilmente è la più grande emergenza dell’Europa. Non è una questione politica di destra o di sinistra, non è neanche soltanto una questione di soldi o di sgravi fiscali (seppur necessari): è una questione di civiltà. Questo calo della natalità, infatti, è il segno di una crisi culturale che ha radici profonde nel nostro recente passato”. Lo scrive il cardinale arcivescovo di Perugia-Città della Pieve e presidente della Cei Gualtiero Bassetti, riflettendo sull’ultimo bilancio demografico dell’Istat, che, sommato al recente dato preoccupante della Commissione europea, “mette in luce un Continente sempre più vecchio, in cui nascono sempre meno figli”.

“Mai come oggi, in questo drammatico e complesso cambiamento d’epoca, siamo tutti esortati a discernere i ‘segni dei tempi’. Oggi infatti è, senza dubbio, il tempo dei profeti. È tempo di coloro che sanno mettersi in ascolto, ogni giorno, della parola di Dio e sono in grado di leggere in profondità il mondo che ci circonda”. Lo ha detto, ieri sera, il card. Gualtiero Bassetti, arcivescovo di Perugia-Città della Pieve e presidente della Cei, nell’omelia della Santa Messa celebrata, nella basilica di santa Cecilia in Trastevere a Roma, in occasione della festività di san Benedetto per invocare dal patrono d’Europa la rinascita dell’Italia e del Continente.

“La pandemia ha sconvolto le nostre società, ponendole di fronte alla loro fragilità e invitandole a ripensare tanti modelli”: sono parole del card. Gualtiero Bassetti, presidente della Cei e arcivescovo di Perugia-Città della Pieve, che ieri sera è intervenuto alla presentazione del libro di mons. Domenico Sorrentino, vescovo di Assisi-Nocera-Umbra-Gualdo Tadino, “Crisi come grazia. Per una nuova primavera della Chiesa”. 

“Non si tratta semplicemente della riapertura di un luogo sacro, delle nostre chiese che sono sempre rimaste aperte. Si tratta piuttosto di ritornare a manifestare il nostro essere comunità, il nostro essere famiglia. Del resto, è l’Eucaristia che fa di noi una comunità, una famiglia, perché, come dice san Paolo, noi che ci nutriamo di un unico pane siamo chiamati a formare un solo corpo”. Così il card. Gualtiero Bassetti, presidente della Cei, in un videomessaggio in vista della ripresa delle celebrazioni con il popolo del 18 maggio. 

“Non possiamo dimenticare che in questo momento, tra i tanti che sono in grave difficoltà nel nostro Paese e ai quali come Chiesa siamo vicini, ci sono almeno 600mila persone, molte delle quali lavorano nei campi o nei servizi di cura e assistenza ai nostri anziani e alle nostre famiglie, prive di ogni diritto e di ogni sussidio”. Lo ha detto al Sir il card. Gualtiero Bassetti, presidente della Cei.