Pierbattista Pizzaballa

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“Non ci troviamo alla fine del mondo. Ci troviamo, piuttosto, ad un passaggio di una storia che ha ancora un lungo cammino di fronte a sé. Il domani, dunque, che pure ci sarà, dipenderà dalla novità delle relazioni che iniziamo a costruire ora. La morte, ogni morte, non è vinta semplicemente dalla Vita, ma dall’Amore”. Lo ha detto mons. Pierbattista Pizzaballa, amministratore apostolico del Patriarcato latino di Gerusalemme, celebrando questa mattina al Santo Sepolcro, nella città santa, la Messa in Coena Domini, inizio del Triduo pasquale. 

Una preghiera per la giustizia, per la presenza cristiana in Medio Oriente, per la pace e la riconciliazione in tutte le nazioni del mondo: a elevarla sono i patriarchi e i capi delle Chiese di Gerusalemme nel loro messaggio natalizio.

I capi delle Chiese e delle comunità ecclesiali presenti a Gerusalemme esprimono «grande sorpresa» per la rapidità con cui la Corte suprema di Israele si è espressa a favore del «gruppo estremista» ebraico Ateret Cohanim, respingendo in maniera definitiva il ricorso presentato dal Patriarcato greco ortodosso di Gerusalemme per bloccare l'acquisizione - denunciata come illegittima - di tre edifici di sua proprietà da parte dell'organizzazione ebraica, nel quartiere cristiano della Città Vecchia di Gerusalemme. Lo riferisce l'agenzia Fides.

Pitigliano ha ospitato, il 5 e il 6 giugno, una due giorni di cultura sulla tematica del dialogo e dell'amicizia dei popoli del Mediterraneo che ha avuto come focus storia, cultura e tradizioni come strumenti privilegiati di amicizia e dialogo culturale e di identità.

Dalla basilica del santo Sepolcro di Gerusalemme, nel giorno di Pasqua, si è alzata la preghiera dell’amministratore apostolico del Patriarcato latino di Gerusalemme, mons. Pierbattista Pizzaballa: «Solo l’amore può vincere la morte e superare i confini del tempo. Dove si scommette sulla fiducia, lì trionfa il Risorto».

Sono 500 i permessi accordati dalle autorità israeliane ai cristiani palestinesi di Gaza per uscire dalla Striscia e recarsi per le feste di Natale a Gerusalemme Est e in Cisgiordania. Ma di questi solo 200 sono stati effettivamente rilasciati. È quanto fonti della chiesa gazawa hanno dichiarato oggi al Sir.