Roberto Filippini

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"Carissimi, la notte sarà ancora lunga, e avremo bisogno di tanta fede, di tanta speranza e di tanto amore. Restiamo uniti, in comunione con tutti gli uomini di buona volontà e facciamo Pasqua, "passiamo" oltre questa notte e ogni notte". Il vescovo Roberto Filippini si rivolge così alla diocesi in occasione della Pasqua nel messaggio pubblicato su Toscana Oggi-La Voce della Valdinievole

«Vi esprimo riconoscenza e ammirazione da parte della Chiesa. Una Chiesa che ha compiuto un lungo cammino per tornare a quell'amore altro che San Massimiliano ha incontrato e che lo ha portato al martirio». Lo ha detto oggi mons. Roberto Filippini, vescovo di Pescia e delegato della Conferenza episcopale toscana per la Pastorale della carità, aprendo a Firenze l'annuale incontro dei giovani in servizio civile degli enti aderenti al Tesc (Tavolo ecclesiale sul servizio civile), che riunisce 18 organismi, associazioni ed enti cattolici impegnati in questo ambito.

Fantasia creativa, realismo, umiltà. Queste le parole d'ordine di un buon adeguamento liturgico delle cattedrali. A proporle è mons. Roberto Filippini, vescovo di Pescia (Pistoia), portando alla giornata di studio in corso a Roma per iniziativa della Cei, l'esperienza del restauro della cattedrale di Santa Maria Assunta e dell'adeguamento liturgico del suo presbiterio. 

Le delegazioni Caritas della Toscana, con una nota firmata anche dal Vescovo di Pescia Roberto Filippini, Delegato della Conferenza episcopale toscana per il Servizio della Carità, esprimono grande preoccupazione per gli effetti che potrà avere il cosiddetto «decreto sicurezza» voluto da Matteo Salvini e recentemente convertito in legge dal Parlamento. È prevista una restrizione dei beneficiari dello Sprar e si esclude l’accesso alla protezione internazionale».

Presentato lunedì 4 dicembre a Firenze l’annuale Dossier che raccoglie i dati raccolti nei tanti centri delle Caritas della nostra regione. Nel 2016 in tutta la regione si sono rivolte alla Caritas 23.057 persone (+4,6% rispetto al 2015) e un terzo di essi (33,3%) è risultato in situazioni di povertà cronica. Torna a crescere anche la percentuale di immigrati, effetto forse anche dell'arrivo in questi anni di richiedenti asilo.