Roberto Filippini

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Essere cristiani non consiste solo nell’accettare la dottrina teologica e morale del Maestro di Nazareth, per quanto sublime, ma chiede di fissare lo sguardo su di lui, assimilare il suo stile di vita, entrare in sintonia con lui,  avere in noi i suoi sentimenti, le sue emozioni, le sue passioni… la sua umanità.

Povertà che si cronicizzano e si fanno sempre più complesse. Questo uno dei dati più evidenti del rapporto Caritas 2016, significativamente intitolato «In bilico: povertà, periferie e comunità che resistono in Toscana» e presentato oggi in Regione dall'assessore a sociale, diritto alla salute e sport Stefania Saccardi e da mons. Roberto Filippini, delegato Cet per la Caritas, affiancati da Massimiliano Lotti, Francesco Paletti, Alessandro Martini e Paola Garvin.

Chiese della Toscana in festa: l’ordinazione episcopale di monsignor Roberto Filippini, vescovo eletto di Pescia, ha richiamato ieri pomeriggio nel Duomo di Pisa quasi quattromila persone, 31 vescovi (tra loro anche due cardinali: il segretario del Sinodo dei vescovi Lorenzo Baldisseri e il presidente della Cet e arcivescovo di Firenze Giuseppe Betori) e 233 presbiteri.

Si dice «stupito» per questa nomina arrivata a 67 anni e confessa di conoscere «poco Pescia» ma promette «di voler bene che è il miglior modo di conoscere». Soprattutto agli anziani, ai bambini, ai poveri, ai malati ma anche ai giovani «che devono essere la nostra più grande speranza» e agli adulti e alle famiglie, ai preti, ai religiosi e alle religiose... «Come vedete - scrive - non ho un progetto pastorale organico e  strutturato, semmai lo stileremo insieme e insieme proveremo a realizzarlo». Ecco il testo integrale della lettera di mons. Roberto Filippini alla Chiesa di Pescia.

Mons. Roberto Filippini, 67 anni, biblista, direttore dell'Istituto Superiore di Scienze religiose «Stenone» e padre spirituale del Seminario di Pisa oltre che cappellano del Carcere «Don Bosco», è il nuovo vescovo di Pescia. Lo ha nominato oggi Papa Francesco come successore di mons. Giovanni De Vivo, morto il 20 settembre scorso, ma già dimissionario al raggiungimento del 75° anno che aveva compito nel marzo scorso.