Rodolfo Cetoloni

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«Guardandomi dentro e attorno vedo tante realtà anguste e pesanti, vedo zolle aride e rocce scheggiate, percepisco slanci di bene e spinte in basso, come offese all’uomo, che sembrano voler ributtare continuamente tutto nel pozzo del nulla, nel male». Lo scrive nel messaggio di Pasqua il vescovo di Grosseto, monsignor Rodolfo Cetoloni.

Oltre 150 giovani hanno raccolto l'invito del vescovo di Grosseto, Rodolfo Cetoloni, e hanno partecipato, domenica 8 marzo, al pellegrinaggio a piedi da Castiglione della Pescaia all'eremo di Malavalle, luogo di forte impatto, dove san Guglielmo visse l'ultimo tratto della sua vita terrena nella preghiera, nella rinuncia, nella penitenza e nel dialogo a tu per tu con Dio. Lì Guglielmo morì il 10 febbraio 1157 e quel luogo santo diventò culla dell'Ordine monastico dei Guglielmiti.

La diocesi di Grosseto mette in campo due iniziative per venire incontro alle esigenze di uomini e di donne segnati da drammi pesanti. Lo annuncia oggi il vescovo, monsignor Rodolfo Cetoloni, in una lettera ai sacerdoti e ai fedeli. Innanzitutto,  scrive il presule, «la diocesi di Grosseto mette a disposizione Casa Betania (una parte dell'edificio del Seminario, in via Ferrucci) perché, se la Prefettura ne farà richiesta, vi possano essere accolti alcuni profughi in fuga dai loro Paesi. Una formula già sperimentata positivamente in altre strutture, messe a disposizione dalla Chiesa, come Batignano, Gerfalco, Scarlino, con attenti progetti di assistenza, custodia e formazione. Questo potrà realizzarsi anche a Casa Betania».

«Un dono di Dio alla sua Chiesa, che sempre ha ravvivato lo spirito evangelico in tante forme: dalla carità alla catechesi, dalla contemplazione alla missione». Così il vescovo di Grosseto, monsignor Rodolfo Cetoloni, esprime la gratitudine della comunità cristiana di Grosseto per la presenza di uomini e donne consacrati, nell'anno a loro dedicato.

Un cammino a piedi, fatto insieme, per andare verso uno dei luoghi-simbolo dell'esperienza di fede e di santità custodita dalla Chiesa di Grosseto e riscoprire sempre di più la figura di san Guglielmo, l'eremita, l'uomo della radicalità evangelica, della testimonianza limpida e capace di parlare, a distanza di secoli, anche all'uomo di oggi. E' il pellegrinaggio a piedi da Castiglione della Pescaia all'eremo di Malavalle, che il vescovo Rodolfo propone ai giovani della diocesi di Grosseto (a partire dalla prima superiore) per domenica 8 febbraio (la domenica più vicina al 10 febbraio, memoria liturgica di San Guglielmo).