Caritas

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“La pandemia ha incrementato le diseguaglianze tra i Paesi. Ad iniziare dalla diffusione dei vaccini per il Covid-19, che sono per molti ma non per tutti”. Lo afferma oggi una nota di Caritas italiana e Focsiv, nell’ambito della Campagna “Dacci oggi il nostro pane quotidiano”. 

Un gesto concreto di aiuto per coloro che sono stati colpiti dagli effetti economici della pandemia. È questo il senso della bella collaborazione tra la caritas diocesana ed i soci conad dei punti di vendita compresi nel territorio della Chiesa di Pistoia, che andrà a sostenere le attività dell'emporio solidale.

Sono 19.310 le persone che si sono rivolte ai servizi delle Caritas toscane per chiedere in varie forme aiuti alimentari, economici, sostegni educativi o altro nei primi nove mesi del 2020, circa i quattro quinti (83,5%) delle 23.139 incontrate in tutto il 2019 e il 33,7% di essi – uno su tre, corrispondenti a 6.563 nuclei - riguarda famiglie che non si erano mai rivolte ad un Centro d’Ascolto prima del 10 marzo 2020, data del primo lockdown

È stata prorogata ad aprile 2021 la conclusione della campagna “Dacci oggi il nostro pane quotidiano” promossa da Caritas italiana e Focsiv per sostenere 64 progetti nati nell’ambito delle Chiese e Caritas locali e delle Ong in 45 Paesi di Europa dell’Est, Asia, Africa, Medio Oriente e America Latina. 

Sono già oltre 1300 le persone che hanno visualizzato l'incontro con don Luigi Ciotti su mafia e povertà che si è svolto ieri a Firenze. L'incontro, organizzato dalla Caritas, si è svolto nella chiesa del Corpus Domini con ingresso limitato ma in molti hanno potuto seguirlo grazie alla diretta streaming: il video è ancora visibile sul canale youtube di Toscana Oggi

Si aggrava sempre di più, anche per il peggioramento delle condizioni meteorologiche, l’emergenza umanitaria per i migranti bloccati in una situazione disumana al campo di Lipa, nel nord-ovest della Bosnia e Erzegovina. Lo denuncia Caritas italiana, segnalando abbondanti nevicate e temperature che scendono fino a -10°C che mettono a rischio la vita di circa 900 persone che vivono nel campo in condizioni molto carenti.