Caritas

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«Bentornato Presidente!». La Caritas italiana accoglie con queste parole la nomina del cardinale Francesco Montenegro a presidente della Commissione episcopale per il servizio della carità e la salute e, in quanto tale, presidente di Caritas Italiana e della Consulta ecclesiale degli organismi socio-assistenziali.

In uno studio che ha coinvolto 99 Caritas nazionali - presentato il 18 maggio nello stand Caritas all’Expo di Milano e realizzato da Caritas internationalis, Catholic Relief Services e Grey Matter Research & Consulting - sembra che la soluzione per ridurre la fame nel mondo sia molto semplice: aiutare i piccoli coltivatori, i più colpiti dai cambiamenti climatici. Il riscaldamento globale è infatti tra le prime tre cause di malnutrizione insieme alla mancanza di risorse - terra, semi, prestiti, accesso ai mercati - e alla bassa produttività agricola. Secondo un terzo degli intervistati (che facevano riferimento alla situazione nel proprio Paese) le persone non hanno accesso a cibo sufficiente; la metà dice che la sicurezza alimentare è garantita in parte, soltanto per un quinto lo è completamente. A soffrire di più per la bassa produttività agricola e i cambiamenti climatici sono i contadini dell’Africa sub-sahariana. In Asia i piccoli agricoltori non riescono ad accedere alle risorse finanziarie. In America Latina e nei Caraibi le difficoltà sono dovute alla speculazione sui prezzi alimentari e alla mancanza di infrastrutture. Il Medio Oriente e il Nord Africa scontano più di tutti la presenza di conflitti e la mancanza di acqua pulita.

Cifre impressionanti: 5mila dei 125mila fedeli cattolici sono stati uccisi dagli estremisti e 100mila sono dovuti fuggire. Monsignor Lucius Ugorji, vescovo di Umuahia e presidente di Caritas Nigeria, spiega che la povertà e la mancanza di educazione sono «terreno fertile per un indottrinamento di massa all'Islam radicale, per poi mandare i giovani a combattere contro il resto del Paese»

Per ridurre la fame nel mondo la soluzione è: aiutare i piccoli coltivatori, che sono oggi i più colpiti dai cambiamenti climatici, tra le prime cause della malnutrizione oltre alla mancanza di risorse - terra, semi, prestiti, accesso ai mercati - e alla bassa produttività agricola. Lo rileva una ricerca, realizzata da Caritas internationalis, il Catholic Relief Services (la Caritas degli Usa) e un istituto di ricerca indipendente, Grey Matter Research & Consulting, presentata oggi al «Caritas day» a Milano nell’ambito dell’Expo 2015.

«Firenze è pronta ad ascoltare il grido dei poveri: la solitudine è una delle grandi emergenze sociali, soprattutto per gli anziani che hanno bisogno di relazioni per essere sostenuti nelle loro fragilità». Così il cardinale Giuseppe Betori, arcivescovo di Firenze, ha sottolineato l’importanza che la Casa della Carità, di cui sono stati avviati oggi i lavori di realizzazione, avrà per la città e per il quartiere di Novoli, in cui sorge.

Padre Pius Perumana, direttore esecutivo di Caritas Nepal, partecipa ai lavori dell'Assemblea di Caritas internationalis e fa il punto: «Più di 10mila morti, 25mila persone ferite e 400mila case distrutte. Le infrastrutture e le comunicazioni sono interrotte, anche le linee telefoniche ed elettriche non funzionano ancora bene. Ci sono più di 8 milioni di persone che hanno urgente bisogno di aiuti umanitari».

Il 2015 sarà un anno decisivo per «far prendere all’umanità una nuova direzione verso lo sviluppo sostenibile e la lotta al cambiamento climatico«: lo ha detto oggi pomeriggio l’economista Jeffrey Sachs, direttore dell’Earth Institute della Columbia University e consulente all’Onu sui temi dello sviluppo sostenibile, parlando agli oltre 300 delegati da tutto il mondo convenuti a Roma per l’assemblea generale di Caritas internationalis.

«Chi vive la missione di Caritas non è un semplice operatore, ma appunto un testimone di Cristo. Una persona che cerca Cristo e si lascia cercare da Cristo; una persona che ama con lo spirito di Cristo, lo spirito della gratuità, lo spirito del dono. Tutte le nostre strategie e pianificazioni restano vuote se non portiamo in noi questo amore. Non il nostro amore, ma il suo. O meglio ancora, il nostro purificato e rafforzato dal suo».
Nella Basilica di San Pietro, Papa Francesco ha inaugurato la 20.esima Assemblea Generale di Caritas Internationalis, non una «semplice organizzazione umanitaria» – ha chiarito – perché la sua radice sta nell’accoglienza, “semplice e obbediente, di Dio e del prossimo». La Caritas è sempre in periferia.