Caritas

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L’appello di Papa Francesco ad intervenire in Iraq “per fermare l’aggressore ingiusto” ha “il merito di aver lanciato un sasso nello stagno e di aver smosso le coscienze. Ma c’è bisogno che tutti i governi assumano le proprie responsabilità in questi conflitti, altrimenti degenerano. Mettere le mani in pasta per affrontare questa situazione e tutti gli altri conflitti dimenticati del mondo è una azione doverosa”. Lo afferma oggi al Sir Paolo Beccegato, vicedirettore di Caritas italiana e responsabile dell’area internazionale.

Caritas Iraq è stata costretta a chiudere i centri di Qaraqosh, Alqosh e Bartilla a causa degli scontri armati. Lo rende noto Caritas italiana, rilanciando l’appello alla solidarietà e invitando a unirsi alla preghiera del 15 agosto promossa dalla Cei per i cristiani perseguitati, ricordando che “da oltre 10 anni Caritas Iraq è abituata ad operare in una situazione di insicurezza e continua a farlo, ma con difficoltà sempre più grandi”. “

«Anche se siamo presi di mira come cristiani, noi continuiamo il nostro servizio per tutti coloro che hanno bisogno», assicurano gli operatori di Caritas Iraq che hanno concentrato nelle ultime settimane tutte le attività sugli aiuti per la nuova ondata di sfollati e si stanno prendendo cura di 2.550 famiglie, accolte in 12 villaggi della pianura di Ninive e nel settore di Alqosh.

In occasione della prima Giornata mondiale delle Nazioni unite contro il traffico di persone che ricorre oggi, Caritas Internationalis esorta i decisori ad ogni livello ad aumentare gli sforzi per «proteggere i diritti delle persone trafficate, punire i colpevoli e rafforzare la cooperazione transfrontaliera per combattere questo crimine».

Un immediato cessate -il-fuoco e un appello alle parti in conflitto perché sia consentito agli aiuti umanitari di arrivare nella regione. È quanto chiede la Caritas Internationalis, che in un comunicato diffuso ieri sera chiede che «sia risparmiata la popolazione civile, rispettando così le leggi umanitarie internazionali e i diritti umani».