Caritas

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«Monsignor Nervo si presentava con un fisico asciutto, in apparenza fragile; in realtà aveva una tempra robusta e tenace, pervasa e sorretta da un'anima pura e genuina, luminosa e ardente». Così, stamattina, monsignor Antonio Mattiazzo, vescovo di Padova, ha ricordato monsignor Giovanni Nervo, fondatore e primo presidente di Caritas Italiana, nell'omelia per le sue esequie.

È morto ieri sera mons. Giovanni Nervo, sacerdote della diocesi di Padova, fondatore e primo presidente di Caritas italiana. Ne dà notizia la stessa diocesi con una nota informando che mons. Nervo, 94 anni, «è mancato il 21 marzo all'Opera della Provvidenza di Sarmeola dove risiedeva da qualche tempo.

Saranno oltre un centinaio i volontari e gli operatori della Caritas della diocesi di Arezzo-Cortona-Sansepolcro che si ritroveranno sabato 23 marzo fuori dall’Ipercoop e dalla Coop di via Vittorio Veneto di Arezzo per una raccolta straordinaria di alimenti. A partire dalle 9 e fino alle 19 i volontari raccoglieranno generi alimentari donati da coloro che, dopo aver fatto la spesa, vorranno esprimere concretamente la propria solidarietà nei confronti di chi si trova in difficoltà.

La lettera dei responsabili della Carità: «Abbiamo bisogno di condividere, di metterci in ascolto, di comprendere, per trovare, soprattutto nei fratelli in difficoltà, quel frammento della grandezza e della forza di Dio di cui abbiamo necessità.
Diventa così il modo di rafforzare ed esercitare la fede, nel presente anno ad essa dedicato.
Un cammino di Quaresima, dunque, in cui vivere con più intensità queste dimensioni».

Ai 13mila profughi giunti in Italia ai tempi della crisi libica e ancora presenti nei nostri centri di accoglienza una buonuscita di 500 euro. Caritas preoccupata per il loro futuro. Intervista Oliviero Forti, responsabile dell'ufficio immigrazione di Caritas italiana.

I primi sbarchi consistenti a Lampedusa di profughi provenienti da Tunisia e Libia iniziarono nel gennaio 2011. Alla regione Toscana fu chiesto di ospitarne fino a 3.500, anche se poi gli arrivi sono stati circa 1.500. Fu scelto un modo alternativo di accoglienza, coinvolgendo Comuni, associazioni, parrocchie e volontariato. Ma sul futuro di questi profughi le incognite sono tante, anche perché dal prossimo 28 febbraio finiscono le convenzioni.

Inaugurato dalla Caritas diocesana con il contributo della Fondazione Cassa di Risparmi di Livorno il progetto Goccia a Goccia per sostenere le famiglie bisognose.