Caritas

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(dall'inviato Sir a Cagliari) - «Oggi come Chiesa facciamo più carità rispetto al passato. Facciamo carità ma non siamo capaci di prossimità, non siamo in grado di superare precomprensioni e pregiudizi». Enzo Bianchi, priore della Comunità di Bose, è stato chiaro, parlando ieri sera ai circa 600 delegati delle 220 Caritas diocesane italiane, radunati a Cagliari per il loro 37° convegno nazionale (31 marzo-3 aprile).

(dall'inviato Sir a Cagliari) - «Il futuro dell'asilo, in Italia e in Europa, dovrà passare inevitabilmente attraverso una seria revisione degli strumenti giuridici e normativi, soprattutto di matrice comunitaria, ma anche attraverso sistemi di accoglienza e tutela che vedano uno spiccato protagonismo dei territori». Lo ha detto monsignor Giuseppe Merisi, presidente di Caritas Italiana, aprendo oggi a Cagliari i lavori del 37° Convegno nazionale delle Caritas diocesane (fino al 3 aprile).

«Un pronto avvio del nuovo Programma europeo sui beni essenziali (Feamd) e della promozione di un'Alleanza contro la povertà, che già dallo scorso anno si è costituita per affermare la necessità di una misura nazionale di contrasto alla povertà assoluta (Reddito di inclusione sociale)». Lo ha chiesto monsignor Giuseppe Merisi, presidente di Caritas Italiana, che oggi a Cagliari ha aperto i lavori del 37° Convegno nazionale delle Caritas diocesane (fino al 3 aprile).

Il Convegno diocesano Catechesi e Caritas del 29 marzo in via Donnini.
Un invito a tutti gli operatori pastorali che si occupano di carità, catechesi, giovani e famiglia.

Quarantatré richieste di finanziamento approvate per un importo di 75mila euro. Sono solo alcuni dei primi risultati del nuovo servizio di “prestito sociale”, cioè senza interesse, attivato all’inizio di dicembre del 2013. Finanziato dalla Regione Toscana, il progetto “Dare credito all’inclusione sociale” vede la Caritas diocesana capofila per i distretti socio-sanitari di Arezzo e del Casentino ed è nato per dare un aiuto concreto a quelle famiglie, residenti nei comuni dei due distretti, che si trovano in difficoltà o in una situazione economica, temporanea e contingente, che non consente loro di sostenere spese necessarie per motivi di salute o connesse alla situazione familiare, abitativa, scolastica, formativa, o lavorativa.

"La crisi che scuote il pianeta non è più problema soltanto dei paesi cosiddetti 'poveri', ma anche delle nostre stesse società ricche del nord del mondo. La privazione del più elementare dei diritti, quello ad un'alimentazione appropriata, è purtroppo ormai una realtà diffusa anche nelle nostre città. Fenomeni legati allo spreco e alla dissipazione si presentano stridenti accanto ai segni della povertà e della deprivazione". È la denuncia di don Francesco Soddu, direttore di Caritas Italiana, che questa mattina, a Roma, ha presentato la campagna nazionale "Una sola famiglia umana, cibo per tutti: è compito nostro", promossa dalla Caritas insieme ad oltre venti organismi, associazioni e movimenti cattolici italiani per sensibilizzare e formare i giovani e l'opinione pubblica al diritto al cibo. "Questa situazione -- ha spiegato il direttore - ci interpella con durezza e allo stesso tempo ci suggerisce una pista di riflessione: nel pensare allo scandalo della fame, non possiamo limitarci a considerare la situazione dei Paesi più poveri; dobbiamo invece cercare soluzioni più ampie, perseguendo un modello di sviluppo in grado di offrire risposta agli squilibri esistenti. Superare lo scandalo della fame è la sfida che abbiamo di fronte per dare sostanza al nostro impegno in favore della dignità della persona umana".

«La crisi che scuote il pianeta non è più problema soltanto dei paesi cosiddetti ‘poveri', ma anche delle nostre stesse società ricche del nord del mondo. La privazione del più elementare dei diritti, quello ad un'alimentazione appropriata, è purtroppo ormai una realtà diffusa anche nelle nostre città. Fenomeni legati allo spreco e alla dissipazione si presentano stridenti accanto ai segni della povertà e della deprivazione». È la denuncia di don Francesco Soddu, direttore di Caritas Italiana, che questa mattina, a Roma, ha presentato la campagna nazionale «Una sola famiglia umana, cibo per tutti: è compito nostro», promossa dalla Caritas insieme ad oltre venti organismi, associazioni e movimenti cattolici italiani per sensibilizzare e formare i giovani e l'opinione pubblica al diritto al cibo.

La Caritas Internationalis sarà presente all’Expo 2015, dove presenterà i risultati della campagna “Una sola famiglia umana, cibo per tutti”, lanciata a dicembre 2013. Durante l’Esposizione universale, 350 delegati Caritas da 164 Paesi presenteranno le loro proposte di legge sul diritto al cibo, che ogni singolo rappresentante chiederà di approvare nel proprio Paese.

La Toscana si conferma una delle cinque regioni italiane con la più alta popolazione straniera iscritta nelle anagrafi comunali. Sono 350.761 gli stranieri residenti nella nostra regione – si tratta del 9,5% del totale dei cittadini residenti – e concentrati in particolar modo tra le province di Firenze (109.721 presenze), Prato (36.596), Arezzo (35.772) e Pisa (34.985) che, insieme, accolgono il 61,9% di tutti gli immigrati residenti in Toscana.